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“Non mi candido a sindaco ma se…”
Le pregiudiziali di Teresa Scriboni

La direttrice Confcommercio: "Non è mia intenzione candidarmi. Intanto perché manca il primo essenziale requisito per una candidatura a sindaco, cioè una forte alleanza politica che la sostenga".
sabato 21 maggio 2016 - Ore 17:08
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PORTO SAN GIORGIO “Ancora una volta, sia pure i tempi siano ben  lontani, mi sento chiamata in causa come possibile candidata sindaco di Porto San Giorgio. Credo che ricorrere spesso al mio nome stia diventando ormai lo sport preferito di quella  politica che solitamente getta il classico sasso nello stagno aspettando la reazione dell’interessato. Non è mia intenzione candidarmi. Intanto perché manca il primo essenziale requisito per una candidatura a sindaco, cioè una forte alleanza politica che la sostenga. I partiti, sia quelli tradizionali che quelli di nuova formazione, sembrano aver smarrito il senso della realtà e perduto quel rapporto diretto con la città e i cittadini. Anche per questo a un anno dal voto comunale hanno dato il via alle grandi manovre. Personalmente non ho interesse a partecipare a questa corsa, ma mi rammarico ogni volta di constatare la visione contorta di alcuni esponenti politici e l’incapacità di mettere sul tavolo una proposta di prospettiva per Porto San Giorgio, un progetto di rilancio dopo un decennio di crisi che ha minato l’economia di questa città. Insomma, si parla sempre di nomi e di candidati in una logica fatta solo di personalismi, vecchia come il mondo e che non ha mai dato risultati. Il centrosinistra si appresta a completare l’intera sindacatura con un bilancio che non sono chiamata a giudicare, almeno in questo momento, mentre il centrodestra riflette le divisioni che da tempo si registrano a livello nazionale. In questo scenario i partiti di centro e di destra potrebbero giocare una partita importante e decisiva se solo ci fosse realmente l’intenzione di fare il bene di Porto San Giorgio, se chi ha avuto il pallino in mano in questi ultimi dieci anni avesse il coraggio di fare un passo indietro e lavorare per l’unità di una coalizione capace di lungimiranza e di tracciare  una idea nuova di una città turistica e commerciale che chiede solo progetti nuovi e prospettive di crescita. In assenza di questi elementari presupposti una mia candidatura sarebbe del tutto fuori luogo. Perché io amo la mia città”.


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