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Lo scrittore Andrea De Carlo
a ‘Fermo sui libri’

RASSEGNA - Cuore primitivo fa parte di uno studio incessante dell'arte e della natura umana, con tutto il suo corredo di sentimenti e finzioni
lunedì 13 giugno 2016 - Ore 11:15
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Andrea De Carlo

Andrea De Carlo

L’ultimo appuntamento di Fermo sui Libri è previsto per giovedì 16 giugno, alle ore 21.15 nella cornice della Sala dei Ritratti di Palazzo dei Priori a Fermo, e vede protagonista uno scrittore di indubbia fama e innegabile talento: chiuderà infatti le danze, inseguendo il fil rouge della politèia, il romanziere Andrea De Carlo.

Nato a Milano, De Carlo cresce in giro per il mondo tra Stati Uniti, Australia, Sud America ed Europa, portandosi dietro una mente brillante e una Lettera 22 rossa fiammante con cui annota incessantemente tutto ciò che lo colpisce. Con quella dattilografica scrive appunti, racconti, lettere e romanzi, di cui alcuni non vedranno mai la luce mediatica, altri ci proveranno. Uno di questi, Treno di panna, arriva nelle mani di Italo Calvino che lo legge, lo ammira e lo pubblica. Ad un premio letterario, vinto proprio con Treno di panna, De Carlo conosce Federico Fellini, vi stringe amicizia e ne diventa l’assistente per il film E la nave va, collabora anche con Michelangelo Antonioni per delle sceneggiature, e dirige, infine, dei film tutti suoi, mai dimenticando l’amata scrittura. Egli infatti narra nei suoi romanzi di successo (come Due di Due, Giro di Vento e Villa Metaphora), il suo modo di vedere il mondo, apolide e ricco di voglia di vedere, di ammirare, di percepire l’anima profonda di ogni paesaggio, di ogni sentimento e di ogni arte.

Cuore primitivo fa parte di questo studio incessante dell’arte e della natura umana, con tutto il suo corredo di sentimenti e finzioni. Il romanzo racconta di due coniugi, Mara e Craig, che, costretti per necessità a chiamare un muratore che ripari il tetto della loro casa a Canciale, si imbattono in Ivo Zanovelli, uomo dai molti misteri, oscuro e ombroso. La loro convivenza forzata porterà i tre i personaggi ad una crisi personale, che ognuno di loro narra con caparbia intensità dal proprio punto di vista, e che costringerà tutti a mettere in campo le proprie capacità, vulnerabilità e sincere volontà. Andrea De Carlo sa raccontare con passione il percorso umano verso la scoperta di sé e dell’altro, le differenze, le divergenze e le crisi che la conoscenza crea, ma che essa riesce anche a risolvere in consapevolezza superiore della realtà circostante ed interiore. Questa è la lezione di cittadinanza che De Carlo sembra disperatamente voler dare, ovvero che anche quando la consapevolezza di sé e del mondo circostante porta alla crisi, essa può essere più che mai un’opportunità di fortificarsi.


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