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Fermana, la fumata bianca è vicina

martedì 14 giugno 2016 - Ore 10:17
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da sinistra Parlatoni, Vecchiola e i fratelli Simoni

Parlatoni, Vecchiola e Simoni

(di Paolo Bartolomei)

Oggi potrebbe essere la volta buona per la fumata bianca e la nascita del nuovo assetto societario della Fermana: «Sono ottimista» ha detto ieri sera al telefono il presidente uscente Raoul Enzo Parlatoni con un tono di voce parso sollevato dopo gli ultimi “mal di pancia” (nella Fermana è un virus che gira da più di due anni), ottimismo che farebbe pensare che la situazione si è sbloccata. Nel primo pomeriggio di oggi è fissata l’ennesima e forse decisiva riunione di tutti i soci, vecchi e nuovi, per mettere nero su bianco. Parlatoni ha promesso per il tardo pomeriggio un comunicato stampa con cui finalmente si svelerà il nome del nuovo socio (o dei due nuovi), la nuova ripartizione delle quote e forse anche la nuova attribuzione delle cariche che potrebbe vedere come nuovo presidente uno dei fratelli Simoni e Conti che resta general manager.

I soci di minoranza (Parlatoni, Simoni, Conti, Scheggia, Caponi, Giannini e Raparo, tutti insieme hanno il 30%) dovrebbero restare tutti o quasi, mentre quello di maggioranza (Vecchiola al 70%) ha più volte espresso la volontà di ritirarsi dopo una decina di anni dedicati allo sport (prima il baseball e il basket a Montegranaro, poi il calcio a Montegranaro e negli ultimi tre anni a Fermo), però solo oggi si saprà se ha trovato acquirenti della sua intera partecipazione azionaria o se sarà riuscito a liberarsi solo di una parte di essa e se di conseguenza sarà “costretto” a restare canarino ancora per un po’ (di sicuro resterà sponsor, ha detto).

Dopo l’ultimo sfogo, probabilmente più istintivo che ragionato, di Maurizio Vecchiola sulle colonne di un giornale domenica, con toni che hanno fatto infuriare la tifoseria e lasciato sconcertato il sindaco, il presidente Parlatoni è dovuto correre di nuovo a mettere l’ennesima pezza e ieri sera ha detto: «Tranquilli, ho parlato sia con Calcinaro che con Maurizio, è tutto a posto, siamo riusciti a ricucire gli strappi. Vecchiola è stanco e dobbiamo cercare di capirlo, ma la Fermana va avanti, io vedo solo il bicchiere mezzo pieno».
Se da una parte Maurizio Vecchiola può essere criticato per questo suo carattere ondivago e umorale (sono questi probabilmente i misteriosi “mal di pancia” di cui parlava mister Osvaldo Jaconi già più di un anno fa) e ha fatto spesso innervosire l’ambiente, però dall’altra parte c’è da considerare che il patron dopo tre anni lascia una società sana, col bilancio in ordine, ben organizzata, con un parco giocatori di valore (sembra che un giocatore sia seguito da club di serie A) e soprattutto che si è rifatta un nome e una credibilità nell’ambiente, in Lega e tra i fornitori (situazione opposta a quella di quattro anni fa). Un’eredità che adesso può passare ai Simoni & C. Nel bilancio generale prevalgono i meriti, ma adesso Vecchiola decida cosa fare da grande.
Dopo la società, subito le questioni tecniche e la prima decisione sarà la riconferma di mister Flavio Destro che sembra già scritta.

 


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