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Vivere nella tempesta

PORTO SANT'ELPIDIO - E' il quinto appuntamento della rassegna Parole & Nuvole. Saranno protagoniste dell'incontro di venerdì alle 21.15 a Villa Baruchello Nadia Fusini e Lucia Tancredi
mercoledì 15 giugno 2016 - Ore 15:00
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nadia-fusini1 Parole & Nuvole quinto appuntamento, ospiti due donne eccezionali che raccontano l’esperienza prodigiosa della tempesta. Saranno protagoniste dell’incontro di venerdì alle 21.15 a Villa Baruchello Nadia Fusini e Lucia Tancredi.

Nadia Fusini è un’insegnante di letterature comparate alla Scuola Normale Superiore di Pisa, traduttrice, critica letteraria e appassionata di questione femminile. Narrerà del tumulto per eccellenza che lei conosce, ovvero il dramma di Shakespeare dal titolo “La tempesta”, su cui ha scritto un mirabile saggio di arguzia e passione dal titolo Vivere nella tempesta, edito da Einaudi.  La Fusini analizza la trama e la natura storica dello scritto shakespeariano per arrivare all’anima della questione: che sia una tempesta per ottenere il potere (come quella con cui Antonio e Sebastiano preparano un colpo di stato contro il re di Napoli Alonso), una tempesta magistralmente orchestrata per condurre all’inganno (come quella del mago Prospero per far sì che l’erede di Spagna Ferdinando incontri e sposi la sua bella figlia Miranda) o una tempesta fisica che sconvolge il viaggio meraviglioso di tutta una nave (come quella alle Bermuda realmente affondata in epoca elisabettiana che Shakespeare cita nell’opera), la tempesta è in realtà un’occasione, da una parte, per conoscere sé stessi e ciò che nell’essere umano si scontra con la volontà di vivere e, dall’altra, un’occasione per avviare un processo di riconciliazione che riappiana gli orizzonti e ne costruisce di nuovi.

Lucia Tancredi, insegnante, scrittrice e letterata, ha raccontato la tempesta interiore di personaggi come la violoncellista e compagna di Gramsci Giulia Schucht (La vita privata di Giulia Schucht, EV, 2012), il musicista Johann Sebastian Bach (Cotè Bach, EV, 2009), la madre di Agostino di Ippona, più nota come Santa Monica (Io, Monica, Città Nuova, 2006), la mistica tedesca Ildegarda di Bingen (Ildegarda. La potenza e la grazia, Città Nuova, 2009) e in ultimo il pittore Lorenzo Lotto (L’Otto, EV, 2016). In quest’occasione introdurrà il tema di come è vivere nella tempesta, soprattutto per una scrittrice, nella violenza del mondo circostante sul proprio spirito, nel ricatto, nel rimorso, nell’occasione di cambiamento e di libertà che la scrittura dona come un angelo la redenzione.

Così l’Assessore alla Cultura del Comune di Porto Sant’Elpidio, Monica Leoni, ha definito questi due eccezionali interventi a Parole & Nuvole: “Due donne , due sensibilità differenti che sapranno sicuramente proporci due punti di vista di come affrontare le tempeste delle vita. Un viaggio anche introspettivo che ci aiuterà ad approfondire la conoscenza di noi stessi per affrontare le difficoltà del mondo che ci circonda”.

Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha così definito cosa intende per tempesta: “ C’è chi scrive e chi vive i libri. Io vivo i libri. Questo libro l’ho vissuto e lo cercavo. Adoro le tempeste. Ma vi sono tempeste e tempeste, alcune sono semplici bolle di sapone. L’intelligenza è nel saperle riconoscere. La noia della provincia. Si vede un baluginio e si pensa ad una montagna, ed è,invece, una vallata. La tempesta di Shakespeare è una vera tempesta e come dice Nadia Fusini: “C’è un che di tempestoso nella vita di tutti”. Poi c’è chi la tempesta la ama, la cerca, ci vive dentro. La tempesta è una metafora, la tempesta è rigenerazione, creazione, ricerca. E’ amare il disorientamento, il bilico, la crescita, il cambiamento. E allora che tempesta vi colga”.


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