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Il comitato per il ‘no’ si presenta

FERMO - Il Comitato per il no alle modifiche costituzionali organizza un incontro per sensibilizzare la cittadinanza riguardo alle conseguenze su territorio, energia, infrastrutture
giovedì 16 giugno 2016 - Ore 10:46
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Cerolini, Leoni e Di Ruscio del Comitato per il No

Venerdì 17 giugno alle ore 21, presso la Sala Convegni dell’Hotel Astoria di Fermo Viale Vittoria Veneto 8, il Comitato per il NO alle modifiche costituzionali organizza un incontro per sensibilizzare la cittadinanza riguardo alle conseguenze su territorio, energia, infrastrutture, partecipazione dei cittadini, sovranità popolare e taglio dei costi della politica della Revisione della Costituzione Italiana. Relatori principali saranno gli onorevoli Massimo Artini, Vicepresidente Commissione Difesa e Marco Baldassarre XI Commissione Lavoro Pubblico.
“Questo sarà il primo di una serie di eventi che il Comitato proporrà – spiegano i suoi componenti –  da qui alla data del referendum, per un voto consapevole. Durante la serata verranno sviscerati tutti i punti principali delle modifiche apportate dal Governo Renzi”.
“A partire dagli anni ’70 del secolo scorso, sottolinea Saturnino Di Ruscio, la Sovranità dello Stato ha iniziato a subire rilevanti processi di erosione e limitazione dall’interno e dall’esterno, a favore di altri centri di potere (Crisi dello Stato). Oggi siamo di fronte a qualcosa di diverso, ad un mutamento della sua “natura”. Fino a qualche tempo per “fallimento dello stato” si intendeva l’incapacità dello Stato di perseguire i propri fini. Lo Stato, infatti, non poteva fallire nel senso comunemente inteso (tecnico, economico e giuridico), perché il fallimento presupponeva il mercato e lo Stato era, per definizione, fuori dal mercato. Lo Stato non poteva essere insolvente perché sovrano, disponeva liberamente degli strumenti di politica economica, tributaria e finanziaria (governo della moneta, divieto esportazione dei capitali, ecc.). Oggi lo Stato, avendo ceduto a favore di privati, buona parte della sua sovranità, è equiparato alle aziende (c’è stata anche una mutazione del linguaggio “Azienda Italia”). Con la globalizzazione selvaggia gli Stati che hanno ceduto parte della loro sovranità e indebitati sono in balia delle lobby finanziarie al pari del privato cittadino che ha contratto prestiti elevati con le banche e che spesso è in loro balia!”

Comitato che aggiunge: “Ma le lobby, che decidono ed impongono anche primi ministri, emblematico è il caso Monti e a seguire, non trovando risposte rapide alle loro richieste di riforme necessarie per sedare i loro appetiti, chiedono una modifica della costituzione e della legge elettorale (già fatta). La combinazione tra la nuova legge elettorale denominata “Italicum”(premio di maggioranza e capilista bloccati) e la revisione della Costituzione che sposta il potere dal Parlamento al Premier e quindi al Governo, di fatto annullano la rappresentanza degli elettori. Infatti non possono né eleggere in modo democratico i loro rappresentanti (deputati) portatori delle loro istanze ( art. 49 della Costituzione) e quest’ultimi sono sotto il ricatto del segretario del partito-premier. Tutto questo toccherà sempre più la nostra vita quotidiana: gestione territorio, energia, infrastrutture, ecc”.  Luca Leoni, sulla base di quanto detto da Di Ruscio, sottolinea: “La combinazione “Italicum”-revisione costituzionale crea parecchi problemi dal punto di vista della rappresentatività e degli equilibri per garantire una sana democrazia, come appunto il sistema di nomina dei Senatori in rapporto alle loro funzioni, e al fatto, grazie anche alla legge elettorale, che pochi riescono a controllare in modo più che determinate il sistema parlamentare. Il governo punto tutto su risparmio ma questa è una grossa ipocrisia poiché il costo del Senato resta quasi invariato mentre sembra che si stia barattando veramente qualche indennità di senatore con la vera democrazia”. In chiusura Paolo Cerolini, ha posto l’attenzione sul fatto che: ” Un governo nominato da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale e per lo più grazie al gioco dei trasformismi, tutto poteva fare tranne che toccare la Costituzione. Inoltre non è compito del governo modificare la Costituzione così come è assurdo che ogni governo si faccia la propria Costituzione”.


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