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Come si muovono i prodotti nel mercato mondiale,
approfondimento all’ISTAO

ECONOMIA - Sono 14 le piccole e medie imprese al centro del lavoro di ricerca effettuato. Uno studio volto ad indagare come le aziende del centro Italia muovono i prodotti nel mercato del nord America
giovedì 16 giugno 2016 - Ore 11:54
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Villa Favorita, sede dell’Istao di Ancona ieri pomeriggio ha ospitato Orizzonti Vicini, l’evento organizzato da Ots Spa, azienda che si occupa di logistica e spedizioni con sede centrale e a Civitanova, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, lo Spin-off Live,  CNA, CNA Federmoda, Exportusa, Confindustria, il Polo Tecnologico Produttivo Integrato e l’Istituto Adriano Olivetti. Ad aprire la tavola rotonda il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longh,  il vice presidente di Istao e preside Facoltà Economia “Giorgio Fuà” , Francesco Maria Chelli. Longhi ha sottolineato come l’ateneo di Ancona riesca a rispondere alle esigenze degli studenti che sempre di più affrontano gli studi con tanta voglia di fare e sogni da realizzare, partecipando ai corsi con il giusto spirito.

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“Siamo molto fortunati ad avere studenti di grandissima professionalità e qualità – ha spiegato il rettore – sono orgoglioso di poter condividere ogni giorno l’entusiasmo e l’energia positiva con cui i ragazzi iscritti all’Università di Ancona partecipano alle lezioni. La nostra Università è la scuola del territorio, questo è il nostro più grande valore. Le attività e i numerosi progetti di ricerca che portiamo avanti da anni partono proprio dalla territorialità per affrontare problematiche più ampie”. Lo dimostra il tema della ricerca condotta in collaborazione con Live, spin-off dell’ateneo, presentata dal pro rettore Gian Luca Gregori che ha presieduto il dibattito e dal ricercatore Luca Marinelli. “Nello studio abbiamo sviluppato il tema delle spedizioni internazionali nelle piccole e medie imprese – ha spiegato Gregori – Il lavoro nasce con la finalità di comprendere quanto la logistica sia importante per aumentare la competitività”. L’Italia, secondo i dati illustrati, è tornata a crescere anche se non si può parlare ancora di superamento della crisi, nelle Marche le aziende stanno diminuendo e il dato che fa maggiormente riflettere è la presenza di moltissime realtà piccole e con pochi dipendenti. Numeri che preoccupano se si pensa ai processi di internazionalizzazione necessari per le piccole e medie imprese. Chi riesce ad affacciarsi a nuovi mercati è strutturato e ha investito in personale competente e qualificato. “Le esportazioni a livello nazionale hanno ripreso la loro crescita nel 2015, dato che nei primi mesi del 2016 è tornato ad essere negativo – aggiunge il pro rettore – La fragilità del settore export delle imprese del settore moda, aziende al centro della ricerca, è motivo di incertezza. Ora non è più necessario solo vendere il prodotto ma soprattutto fornire soluzioni dal punto di vista logistico e strategico in un mercato che è in continua evoluzione”.OTS 2

Sono 14 le piccole e medie imprese al centro del lavoro di ricerca effettuato. Uno studio volto ad indagare come le aziende del centro Italia muovono i propri prodotti nel mercato del nord America e che percezione hanno del ruolo dello spedizioniere. “Tema centrale della nostra ricerca, è stato quello dell’approccio degli Incoterms che rappresentano una serie di condizioni contrattuali che regolano i rapporti tra chi spedisce e chi riceve la merce – ha sottolineato Luca Gregori -. Avere un certo grado di libertà di controllo della variabile Incoterms, può consentire all’azienda di utilizzare tali condizioni come leva negoziale nei confronti dei clienti internazionali. Nel lavoro abbiamo diviso le aziende prese in esame in cluster, ci sono quelle pronte ad esportare, quelle che gestiscono tutto internamente senza capire l’importanza del ruolo dello spedizioniere, altre che ne hanno piena coscienza e che operano seguendo la logica della logistica integrata”. Lo spedizioniere, soprattutto per un’azienda che per la prima volta si affaccia a nuovi mercati, è una figura molto importante. Avere una consulenza prima di aprirsi ai mercati degli Stati Uniti, per esempio, è fondamentale. “Cna Federmoda da anni porta avanti progetti per la valorizzazione e promozione delle piccole e medie imprese anche a livello internazionale – spiega Antonio Franceschini, responsabile nazionale di CNA Federmoda – Sul tema dei servizi, portiamo avanti attività che servono per supportare le aziende che vogliono vendere all’estero”. Un mercato, quello americano, particolarmente difficile da aggredire, ma che con il progetto giusto, le basi corrette può rappresentare un buon business. “Molte piccole e medie imprese non riescono ad esportare, per farsi conoscere fuori dall’Italia, è fondamentale avere un sito internet, in inglese – ha commentato Muriel Nussbaumer, amministratore delegato di Exportusa -. Ogni azienda se è motivata può vendere negli stati uniti, ma va fatto un piano preciso e concreto, il mordi e fuggi in America non ripaga. Va fatto un passo alla volta con la finalità di raggiungere gli obiettivi”. Sfide che si superano anche con l’aiuto di chi conosce il mercato e può fornire consigli mirati. “Non si può essere esperti in tutto – dice Daniela Bernardi, direttore generale di Ots Spa – Per internazionalizzare serve avvalersi di consulenti capaci di affrontare i problemi. Oggi i clienti chiedono soluzioni e per avere successo soprattutto negli Stati Uniti è importante prima di tutto fare un’analisi preventiva prima di aggredire il mercato”.


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