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700 mila euro contro i rischi idrogeologici sulla valle dell’Ete

CONTROLLO - Jessica Marcozzi e Deborah Pantana: "Auspichiamo il pieno coinvolgimento dei Comuni montani, che ad oggi hanno pochi fondi a disposizione e molte problematiche da risolvere,e delle aziende agricole che lavorano in queste zone"
lunedì 27 giugno 2016 - Ore 16:17
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Alcuni detriti depositati lungo il letto del fiume Ete Morto

Alcuni detriti depositati lungo il letto del fiume Ete Morto

Con delibera 535 del 30 maggio 2016 la Giunta regionale ha ripartito 11 milioni e 468 mila euro per i fiumi delle Marche nell’ambito del Por-Fesr 2014-2020 Asse V, azione 15.2 “Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico”. Fondi così ripartiti: fiume Foglia mitigazione del rischio idraulico della città di Pesaro: 3.200.000 euro, fiume Misa mitigazione del rischio idraulico della città di Senigallia: 4.300.000 euro, mitigazione del rischio idraulico del fiume Esino: 900.000 euro, mitigazione del rischio idraulico del fiume Potenza: 700.000 euro, mitigazione del rischio idraulico del fiume Chienti: 700.000 euro, mitigazione del rischio idraulico del fiume Aso: 700.000 euro, mitigazione del rischio idraulico del fiume Tronto: 968.737,38 euro. I fondi saranno gestiti con ogni probabilità dagli ex Geni civili con progettazione diretta della Regione per gli interventi specifici”.

Il consigliere regionale Fi, Jessica Marcozzi

Il consigliere regionale Fi, Jessica Marcozzi

Così il consigliere e la dirigente regionale di Forza Italia Jessica Marcozzi e Deborah Pantana annunciano lo stanziamento in materia di rischio idrogeologico  nell’ambito del Por-Fesr 2014-2020 Asse V. “A tal riguardo  – spiegano le due esponenti – le sottoscritte vigileranno affinché questi fondi siano appannaggio diretto di queste situazioni critiche dei nostri fiumi. Auspichiamo il pieno coinvolgimento sia dei Comuni montani, i quali ad oggi hanno pochi fondi a disposizione e molte problematiche da risolvere, sia delle aziende agricole che lavorano in queste zone con molta difficoltà perché abbandonate a sé stesse. Per cui la bonifica dei fiumi sarebbe un primo importante passo per la salvaguardia delle nostre zone montane, collinari ma anche delle città sulla costa che hanno difficoltà a far partire la stagione balneare”.

 


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