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Sequestrato un complesso immobiliare da 20 milioni di euro

martedì 28 giugno 2016 - Ore 18:47
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L'area sequestrata dalla Finanza di Fermo

L’area sequestrata dalla Finanza di Fermo

Un labirinto tra società, capitali e immobili. I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, nello specifico il gruppo di Fermo,  hanno eseguito nei giorni scorsi a Cupra Marittima il sequestro di un complesso immobiliare residenziale del valore di oltre 20 milioni di euro in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Fermo su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il provvedimento è scaturito all’esito di una complessa attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle del gruppo di Fermo, unitamente all’aliquota della sezione Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza fermana, sotto la direzione del Procuratore della Repubblica Domenico Seccia, riguardante diverse ipotesi di reati fallimentare ascrivibili ad un noto imprenditore locale nei confronti del quale è stata anche emessa una misura interdittiva del divieto di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

Il Procuratore di Fermo Domenico Seccia

Il Procuratore di Fermo Domenico Seccia

Le indagini hanno messo in luce, a carico del principale indagato, ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e preferenziale evidenziando come, in qualità di amministratore, e attraverso alcune società dichiarate successivamente fallite, abbia dissipato e distratto patrimoni al momento quantificati per oltre 40 milioni di euro, in concorso con altri soggetti indagati in qualità di soci e amministratori di società coinvolte.

Le condotte hanno riguardato essenzialmente lo “svuotamento” di due società di capitali avvenuto mediante cessione del complesso immobiliare di Cupra Marittina, oggetto di sequestro, ad un’altra società collegata e costituita per la circostanza, mediante soggetti prestanome, ed il cui valore di trasferimento è stato dichiarato in poche decine di migliaia di euro. Questo mediante consistenti prelievi personali dai conti societari quantificati in alcuni milioni di euro poi dirottati a beneficio dello stesso indagato o verso altre società facenti a lui capo.

Le diverse condotte criminose sono state agevolate anche in ragione della contabilità delle imprese, tenuta in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e degli atti gestionali, in quanto anche occultata o distrutta, per cui si è reso necessario da parte dell’autorità giudiziaria. procedente disporre decreti di perquisizione nei confronti degli indagati e per la cui esecuzione sono stati impegnati oltre 30 militari del Gruppo di Fermo nelle province di Ascoli Piceno, Macerata e Bergamo


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