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Dalla “pancetta” all’obesità:
le nuove frontiere dell’alimentazione

SALUTE - Il Dott. Amedeo Giorgetti illustra i rischi dell'eccessivo aumento di peso ma avverte: "Attenzione al digiuno, crea danni fisici ed è pericoloso."
mercoledì 29 giugno 2016 - Ore 15:21
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dott Giorgetti

Cura dell’alimentazione, problemi legati all’eccesso di peso: argomenti  sempre più attuali. Ne parliamo col dottor Amedeo Giorgetti (www.amedeogiorgetti.it), laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Scienza dell’Alimentazione, First Certificate of Training in Eating Desorders and Obesity, fondatore e segretario nazionale della Società Italiana di Alimentazione e Sport e Professore a contratto all’Università di Camerino dal 2007 al 2010.

Il dr Giorgetti riceve a Palmatea (Porto San Giorgio) e al Centro Fidia (Villa dei Pini Civitanova Marche).

Dottor Giorgetti, il peso non è l’unico parametro da prendere in considerazione per valutare la propria situazione di salute. Non bisogna trascurare la misura dell’addome, perchè?

«Negli ultimi anni gli studi scientifici hanno dimostrato che un accumulo eccessivo grasso addominale genera una condizione di infiammazione cronica generale, che a sua volta aumenta fortemente il rischio di diabete, di ipertensione, di infarto cardiaco e di alcuni tipi di tumore.
Quindi la classica “pancetta”, non è solo un banale problema estetico, ma, quando supera alcuni parametri, causa una serie di patologie croniche che impattano gravemente sulla nostra salute e sulla nostra qualità di vita. Per le donne, una circonferenza sotto ai 71 centimetri è ideale, sopra i 90 centimetri triplica il rischio di malattie cardiache; per gli uomini l’ideale è sotto i 93 centimetri, ma il rischio inizia dopo i 100 centimetri».

Quali sono i possibili rimedi?

«Di rimedi e di strategie per perdere peso abbiamo sentito parlare fino allo sfinimento, ma negli ultimi anni si stanno aprendo nuove interessantissime prospettive terapeutiche e chi va ancora dicendo che per perdere peso è bene affidarsi a diete lievemente ipocaloriche e che bisogna dimagrire lentamente, viene oggi totalmente smentito dalla ricerca. Gli studi più recenti ed autorevoli sul rapporto tra alimentazione e salute, hanno dimostrato che cicli di forte restrizione calorica, innescano tutta una serie di processi metabolici virtuosi che impattano favorevolmente sul metabolismo, sul sistema immunitario e sui processi anti-invecchiamento e ci permettono di prevenire la maggior parte delle malattie infiammatorie-cronico-degenerative: tumori, diabete , ipertensione, obesità».

Quindi consiglia il digiuno? 

No, il digiuno crea danni fisici ed è  pericoloso per la salute, si può però ricorrere ad una forte restrizione  calorica ciclica, sempre  prescritta e gestita dal medico.

Gli studi più accreditati dimostrano che, per osservarne i benefici sulla salute,  i cicli di restrizione calorica devono essere seguiti per 5 giorni al mese per tre mesi, oppure 16 ore di digiuno due giorni la settimana non consecutivi, sempre e comunque sotto il controllo e la supervisione del medico, e con una adeguata integrazione idrico-aminoacidica.

Al contrario di quanto si possa pensare brevi cicli di semidigiuno, non riducono ma migliorano le performances intellettive e generano un forte senso di benessere psicofisico. Si tratta solo di avere la giusta motivazione e di affidarsi a protocolli nutrizionali prescritti da medici specialisti con una buona esperienza clinica, in questi casi il fai da te è assolutamente da sconsigliare».

(ARTICOLO PROMOREDAZIONALE)

 

 


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