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L’appello della Marcozzi:”Stop alle sanzioni contro la Russia”

ECONOMIA - Il consigliere regionale Jessica Marcozzi:"La regione più penalizzata è la nostra, con in testa la provincia di Fermo"
venerdì 1 luglio 2016 - Ore 17:18
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Il consigliere regionale Fi, Jessica Marcozzi

Il consigliere regionale Fi, Jessica Marcozzi

“Ho presentato una mozione per richiedere provvedimenti economici, finanziari e commerciali da adottare immediatamente perché le sanzioni contro la Russia legate alla questione Ucraina stanno comportando delle conseguenze disastrose per il nostro tessuto imprenditoriale e commerciale. Le Marche sono la regione più penalizzata. Per questo motivo chiedo con forza che l’amministrazione solleciti un incontro Stato-Regioni affinché il Governo si faccia promotore in Europa dell’adozione di provvedimenti tesi a far cessare il sistema sanzionatorio nei confronti della Russia e a istituire un “fondo comune straordinario” tra gli Stati membri per contenere le ingenti perdite riscontrate dalle imprese, in primis quelle marchigiane”. Questo l’annuncio del consigliere regionale di Forza Italia Jessica Marcozzi.

“La Regione – spiega la Marcozzi –  monitori l’impatto delle sanzioni sul tessuto produttivo marchigiano costituendo un tavolo permanente con banche, imprese e università in grado di programmare interventi in favore delle nostre aziende. Una strategia d’azione adeguata deve coinvolgere anche il settore turistico con la promozione delle ricchezze delle Marche verso i visitatori russi. Le ritorsioni con cui il Cremlino ha reagito alle misure europee sono, infatti, mirate soprattutto ai beni di consumo più facilmente sostituibili: mobile, abbigliamento, calzature, meccanica leggera e agricoltura, settore quest’ultimo addirittura quasi cancellato dalle importazioni russe con una perdita secca del 37%. Se le sanzioni dovessero continuare, l’uscita o la riduzione delle esportazioni di molte imprese dal mercato russo potrebbe colpire anche nei prossimi anni i nostri scambi commerciali. Gli organismi economici russi hanno già adottato alcuni accorgimenti come la “semplificazione delle procedure di creazione e registrazione di una start-up” ridotte a soli tre giorni o l’obbligo per le società con una partecipazione statale maggiore del 50% di acquistare il 18% di ciò di cui necessitano da piccole e medie imprese locali. Su base locale le Marche risultano essere la regione più esposta (non in valori assoluti dove è preceduta dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna e dal Veneto) perché la sua esportazione, pari a 675 milioni di Euro, rappresenta, in valori percentuali sul totale-Italia ben il 6,6% e l’incidenza dell’export russo sul proprio valore aggiunto regionale è pari all’1,9% a fronte di una media nazionale dello 0,7%. La nostra regione ha perduto dal 2010 al 2014, proprio in termini di Pil, tra le regioni europee, ben 44 posizioni retrocedendo dal 102esimo posto al 146esimo, diminuzione seconda solo al Friuli Venezia Giulia (55 posizioni, regione però che godeva di una posizione di partenza migliore). A livello territoriale sub-regionale, il valore più negativo è ascrivibile fra tutte le province italiane, sul proprio valore aggiunto, alla provincia di Fermo (-4,9%). Fermo, forte del più grande polo calzaturiero su scala nazionale in termini di occupazione e fatturato che incide significativamente sul Pil del proprio territorio, ha dunque pagato il prezzo più alto per l’applicazione del sistema sanzionatorio nei confronti della Russia”.


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