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Inaccettabile clima d’odio che si respira in Italia e nel nostro territorio

La Federazione di Fermo del Partito Comunista Italiano interviene sull'aggressione: "Individuare nel migrante il nemico numero uno non solo è sbagliato, ma è da stupidi ed ignoranti"
mercoledì 6 luglio 2016 - Ore 14:46
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Cerimonia

La cerimonia che ha unito Chimiary e Emmanuel

di Patrizia Serafini e Giorgio Raccichini*

Il gravissimo episodio che si è consumato a Fermo, in cui è rimasto gravemente ferito un signore nigeriano, metterebbe in evidenza, qualora ne fosse accertata la natura razzista, l’inaccettabile clima d’odio che si respira in Italia e anche nel nostro territorio.

La crisi economica, che in questi anni ha avvantaggiato i grandi gruppi industriali e finanziari, mentre ha danneggiato pesantemente i lavoratori dipendenti e le piccole attività commerciali e manifatturiere, ha suscitato in non poche persone reazioni pericolosamente discriminatorie e violente, alimentate da un profondo disagio socio-economico che evidentemente si ripercuote sulla psiche.

Individuare nel migrante il nemico numero uno non solo è sbagliato, ma è da stupidi ed ignoranti. E sottolineiamo le parole “stupidi” ed “ignoranti”, perché evidentemente non sono i migranti che bruciano milioni e milioni di euro in spese militari anziché nei servizi utili ai cittadini; non sono stati i migranti ad aver delocalizzato imprese e attività economiche dopo aver ricevuto lauti incentivi dallo Stato italiano; non sono i migranti i grandi evasori e corruttori; non sono stati i migranti ad aver reso estremamente precario il lavoro rendendo il lavoratore più debole nei rapporti con il datore di lavoro. Non sono i migranti, cioè, ad essere i responsabili della crisi in cui siamo ancora immersi.

È chiaro che le forze del grande capitale sono le più interessate ad alimentare una “guerra tra poveri”: distolgono così l’attenzione dalle proprie responsabilità per la crisi sociale ed economica e allo stesso tempo sfruttano le possibilità date dall’arrivo di masse di migranti per abbassare diritti e salari a tutti.

Per il lavoratore il migrante non è un nemico, ma è un alleato nella lotta contro chi sfrutta i lavoratori e affama i popoli, nella lotta per costruire una società giusta ed equa, realmente democratica. La Federazione di Fermo del Partito Comunista Italiano esprime pertanto la propria solidarietà a tutta la comunità nigeriana e invita i lavoratori fermani a contrastare qualsiasi rigurgito razzista.

*Patrizia Serafini e Giorgio Raccichini, Federazione di Fermo del Partito Comunista Italiano


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