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Panico sul lungomare, Morese:
“Fuori i dettagli
del sistema accoglienza”

mercoledì 6 luglio 2016 - Ore 17:10
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Emanuele Morese

Emanuele Morese

Sul caos provocato da due ragazzi di origini africane lunedì notte sul lungomare Gramsci (leggi l’articolo) interviene il coordinatore comunale di Fdi, Emanuele Morese. “I fatti avvenuti l’altra notte non possono che destare preoccupazione nella cittadinanza. Preoccupazione, che se aggiunta ad altri fenomeni simili avvenuti in città in questo periodo, non fa che aumentare. È compito della politica rassicurare i sangiorgesi. Sarebbe facile fare la solita polemica sullo straniero che arriva qui e delinquere, ma questa strada si rivelerebbe essere solo fumo negli occhi. A noi di Fratelli d’Italia sta a cuore la sicurezza della cittadinanza, e secondo noi la sicurezza passa per la trasparenza e l’organizzazione di un territorio nei confronti di questi fenomeni.

E come si fa a prevenire questi casi? Come si fa a rendere più tranquilli i cittadini? Per prima cosa ci piacerebbe porre alcune domande all’assessore alla sicurezza e all’assessore alle politiche sociali. Quanti sono i rifugiati accolti nelle strutture sangiorgesi? Quali sono le strutture sangiorgesi? Chi gestisce questo progetto di accoglienza nello specifico e come fanno a garantire la sicurezza sia per i cittadini che per gli immigrati? Quale progetto stanno portando avanti per promuovere un qualsivoglia tipo di integrazione? Già rispondendo a queste domande, i cittadini sarebbero a conoscenza dello stato in cui versa il proprio territorio. Sulla base di questo – spiega Morese – valutandone i numeri, è necessario potenziare il controllo su Porto San Giorgio, proprio in virtù di questo servizio di accoglienza che volente o nolente finiamo per subire. Il discorso andrebbe persino allargato alla provincia, per valutare se il numero di immigrati a cui diamo accoglienza sia o meno congruo a quanto stabilito dalla legge. Insomma, noi cittadini non sappiamo nulla, almeno fino a quando non si manifestano questi episodi. Il terreno in questi casi è scivoloso, perché da una parte ci sono i diritti umani da salvaguardare, dall’altra il lecito diritto dei cittadini di non vedere la propria città trasformata in un far west come è capitato ultimamente, soprattutto per evitare di compromettere il turismo che risente moltissimo di questi avvenimenti. Spero che la giunta voglia fare chiarezza e voglia attivarsi contro questi fenomeni criminosi, che seppur di micro criminalità, infastidiscono non poco gli abitanti. Il rischio – puntualizza Morese – è che, se non si prendono provvedimenti seri e chiari, la gente inizi a stancarsi fino alla frustrazione, con conseguenze che potrebbero scatenare violenze. Il compito della politica è quello di impedire che questo avvenga. Fratelli d’Italia chiede formalmente agli assessori Gramegna e Vesprini di intervenire rispondendo alle domande e fronteggiando questi episodi. Porto San Giorgio non è il far west, abbiamo delle leggi e tutti devono rispettarle, siano stranieri, immigrati, rifugiati o italiani ed è ora che la politica dia delle risposte prima che succeda qualcosa di peggio. Da noi – conclude Morese – massima collaborazione in questa direzione”.


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