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Ecco la foto dell’aggressione,
l’immagine è nel fascicolo della difesa

MASSACRO DI VIA VENETO - L'avvocato Francesco De Minicis, all'uscita dalla visita medica al suo assistito, Amedeo Mancini: "Ha diversi segni di colpi con corpi contundenti. Ha anche un vistoso ematoma al costato. Elementi a supporto della legittima difesa"
venerdì 8 luglio 2016 - Ore 16:54
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L'intervista all'avvocato De Minicis, difensore di Amedeo Mancini

aggressione fermo

L’avvocato di Amedeo Mancini, Francesco De Minicis, all’uscita dalla visita medica al suo assistito accusato di omicidio preterintenzionale con l’aggravante della finalità razzista, ha raccontato ai taccuini di aver visto sul corpo del 39enne fermano diversi ematomi. Elementi che per De Minicis supporterebbero la versione fornita dal suo assistito, ossia quella della legittima difesa. Mancini è finito ieri dietro le sbarre dopo il tragico fatto di sangue avvenuto lo scorso 5 luglio in via Veneto con la morte, di lì a poche ore, del 36enne nigeriano Emmanuel Chidi Namdi: “Credo che la visita al mio assistito sia andata come immaginavamo: sul suo corpo ci sono segni evidenti di

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L’avvocato Francesco De Minicis

colpi di spranga, di ematomi, colpi di corpi contundenti al costato, al braccio e in altre parti. Ha un vistoso ematoma al costato che gli provoca dolore quindi chiederò anche accertamenti ecografici. Poi ne ha sul braccio. Altri segni più leggeri sulla schiena, sul collo. Come sono stati causati?  Non lo sappiamo. Io dico quello che ho visto, poi saranno i periti a stabilire il tutto. Mi sembra di capire che il tempo ha forse deteriorato le tracce di un morso ma ci sono delle fotografie prese la sera stessa del fatto e poi ieri in carcere.  Oggi siamo stati con i consulenti, è stata una visita. Che il mio assistito sostenga di aver agito per legittima difesa è ormai noto. Qualcuno dice che indossava una canottiera con il nome di una band di estrema destra? Lo ha chiarito nell’interrogatorio: non sa nemmeno che tipo di musica fa quel gruppo, si tratta di una maglietta che gli è stata regalata e la portava come indumento. Non è assolutamente di estrema destra. Anzi, vi dico un altro particolare – continua De Minicis – oggi durante la visita ha detto al capo della squadra mobile di controllare dei permessi di soggiorno perché in passato ha avuto degli amici nordafricani che ha ospitato in casa sua. Credo che queste evidenze siano un supporto della versione del mio assistito, quella che ha agito per legittima difesa”.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA


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1 commento

  1. 1
    Ambra Bianchi il 9 luglio 2016 alle 11:37

    Ma che problema ha la giornalista nel video? perchè fa sempre le stesse domande? da veramente ai nervi.

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