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Abbiamo perso tutti
e c’è solo da recuperare

sabato 9 luglio 2016 - Ore 09:07
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bianco nero

di Nunzia Eleuteri 

Bianco o nero. Non è sempre così. E non parlo di pelle. Parlo di “colpe” o meglio di “responsabilità”.

Un ragazzo nero è morto. Un ragazzo bianco è in carcere. Se qualcuno non avesse ferito con le parole… Se qualcuno non avesse reagito… Se qualcuno non avesse colpito… Se qualcuno… Quanti se!

Nessuno immaginava di dover raccontare una storia così triste in una terra così bella. Bella e accogliente come quella fermana e marchigiana in genere. Una storia che ci ha dipinto come razzisti pur essendo ospitali, una storia che ha avuto la sfortuna di degenerare in una situazione tutta da chiarire e che, purtroppo, ha una sola certezza: la morte di un uomo. Non ha colore la morte. Come non ha colore la violenza. Il fatto è avvenuto e non si può tornare indietro. Potevamo di sicuro risparmiarci tutta questa passerella di politici e questa dietrologia. Non servono parole, servono fatti!


La sicurezza è un’emergenza che gridiamo da tempo. E anche la sicurezza non ha colore. Delinquenti di ogni specie ormai la fanno da padroni. Bianchi o neri non importa. La realtà non cambia. Ed è solo una: lo Stato è assente.

E’ assente in una scuola che non insegna più educazione civica troppo concentrata sulla presenza o meno di un Crocifisso piuttosto che sui valori da trasmettere; è assente in un’accoglienza senza regole che sta già presentandoci il conto; è assente nelle città dove si ha paura ad uscire come a restare in casa; è assente in quelle famiglie che hanno figli alcolizzati o drogati o violenti come è assente nelle caserme in cui gli agenti restano troppo spesso senza fondi per vigilare e senza leggi adeguate da far rispettare. Ecco poi l’irreparabile. Eccolo qua.

E allora di cosa vogliamo parlare ancora? “Smorziamo i toni, controlliamo le emozioni, limitiamo i giudizi ed evitiamo le condanne”. Parole che ha scritto oggi sulla bacheca facebook un sacerdote fermano che stimo e che sento di riportare qui e ora: “Abbassiamo i toni, tutti, perché così non facciamo un buon servizio a nessuno; a chi ha sbagliato (e non merita una etichetta per l’eternità), a chi è rimasta sola (e non merita di respirare la tensione e l’odio che sale ogni giorno di più), a chi vive in Cristo (e non merita di vedere la propria morte come causa di “lotte verbali e divisioni”). Abbassiamo tutti i toni, TUTTI …”.

Così sia perché l’aria che si respira è di sconfitta. Abbiamo perso tutti. E c’è solo da recuperare.

 

 

 


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