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Paolini (Ln): “Cordoglio per Emmanuel
ma basta col razzismo al contrario”

sabato 9 luglio 2016 - Ore 18:33
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da sin. Malaigia, Davide, Paolini e Mariani

Nessuno tocchi la Lega nord. E nessuno si azzardi a accostarla alla tragedia di via Veneto. Va giù duro il segretario regionale del Carroccio, Luca Paolini in una conferenza stampa tenuta oggi pomeriggio alle 16,30 al ristorante Cala Maro di Fabio Senzacqua. Un incontro con la stampa “doveroso” per Paolini soprattutto per difendere l’attivista “verde” Luca Davide (anche lui al tavolo insieme allo stesso Paolini, al consigliere regionale Marzia Malaigia e al coordinatore provinciale Milco Mariani). Davide, infatti, in queste ore è stato vittima di un linciaggio mediatico dopo che una donna lo ha bollato sui social network come aggressore di Emmanuel. “Un pover’uomo, per carità. Stiamo parlando di una persona morta. Ma noi dobbiamo difendere l’onorabilità del nostro partito e del nostro attivista. Sporgeremo denuncia per diffamazione. E sia chiaro, anche i commenti a quel posto possono costituire reato. Infatti tra lunedì e martedì sporgeremo denuncia anche per istigazione a delinquere e all’odio politico. La persona in questione, quella donna, nonostante la nostra smentita, non ha nemmeno rettificato la sua posizione. Noi nel nostro curriculum non abbiamo alcun episodio di violenza. Le nostre manifestazioni sono assolutamente tranquille. Mai un solo incidente. Dobbiamo tutelarci anche in giudizio”. La conferenza, però, è inevitabilmente anche la migliore occasione per commentare le reazioni politiche alla morte di Emmanuel: “Siamo dinanzi a un’assoluta strumentalizzazione politica dell’episodio da parte di un ministro (il riferimento è alla presenza di Alfano giovedì scorso al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica) che dovrebbe essere più prudente nel ripartire responsabilità. Esiste ancora la presunzione di innocenza. Invece qualcuno è stato già bollato come colpevole a poche ore dal fatto quando nemmeno si conosce bene la dinamica”.

 

 

Luca Paolini

Il segretario regionale Ln Luca Paolini

E giù la lista dei reati commessi da extracomunitari. “Il ministro, per questo fatto comunque gravissimo, è arrivato a Fermo esponendosi in prima persona. E perché in tutti i casi in cui ci sono suoi concittadini vittime non ha fatto lo stesso? I fatti criminosi commessi da clandestini sono 15/16 volte maggiori di numero rispetto a quelli commessi da italiani. Se la vittima ha la pelle nera pesa di più che se ha la pelle bianca. Noi lo diciamo da anni. Questo si chiama razzismo al contrario. Gli italiani sono penalizzati solo perché hanno la pelle bianca. Morti e feriti sono uguali, sempre. Dare della scimmia è da dementi ma rispondere magari con un palo di ferro… manca la proporzione. Questo è stato valutato dal ministro Alfano? Significa farsi giustizia da soli. Una testimone, l’autopsia, l’ispezione medica su Mancini confermano questa versione. E’ normalissima rissa scatenata da futili e abietti motivi, che non giustifichiamo. Ma la politica resti da parte, non c’entra nulla il movente razziale. Il morto non ci è scappato per motivi razziali. E’ un orribile episodio ma non ha connotazioni politiche. Salvini non ha mai detto nulla contro profughi, nulla contro gli immigrati ma sì contro delinquenti o clandestini. Non solo il ministro ma anche altre persone locali hanno strumentalizzato il fatto per altri fini. Una testimone è stata anche “massacrata” sui social perché ha osato dire quello che ha visto. E’ come la mafia anni ’70 che intimidiva: l’immigrato è sempre buono e innocente. Chiederemo che per questa signora venga disposta una tutela da parte del ministro. Con che spirito andrà a testimoniare? E’ doveroso che autorità dicano qualcosa sul testimone intimidito. Io se fossi in lei, presenterei una denuncia. Qualcuno vuole forse farla ritrattare? E domani arrivano il presidente della Camera, Boldrini, e il ministro Boschi: “Sono andate a casa del morto ammazzato a Terni? Se le istituzioni decidono di andare ai funerali di vittime della violenza, bene. Ma devono andare a tutte le esequie. E’ il turno di Malaigia che è anche vicepresidente del consiglio regionale, quel consiglio che ha deciso di spostarsi martedì, dopo la seduta anconetana, a Fermo: “Io condanno ogni forma di violenza. Non condivido, però, la strumentalizzazione politica di tutta la vicenda. Quante volte si sono spostati i consigli? Le strumentalizzazioni io non le accetto, tanto più se da uomini di fede, di religione. L’ho detto a al presidente Mastrovincenzo. E francamente avrei gradito essere interpellata prima che prendessero una decisione. Sì, mi hanno avvisato a giochi fatti. In ufficio di presidenza siamo in tre. La mia contrarierà sarebbe valsa a ben poco ma almeno farmelo sapere prima”. E’ il turno di Luca Davide: “Quando sono stato informato di quel posto, per sei ore non ho voluto parlare con nessuno. Non è bello sentirsi chiamare assassino. Io faccio il portiere all’hotel House. Vivo in una comunità multirazziale. Ma bianchi, neri, italiani, stranieri si distinguono solo per essere persone per bene o no. Io e il mio collega Mustafà combattiamo solo per la legalità”. E’ il turno di Milco Marinai, commissario provinciale Ln: “Non sarà che quest’episodio luttuoso ha fatto dimenticare i problemi del ministro Alfano con avvisi di garanzia anche nelle Marche”. Chiude di nuovo Paolini: “Il figlio di una nostra militante è stato ucciso a pugni da due rom. Si è detto: sono poveri ragazzi, disadattati, questo è un palese uso del due pesi e due misure. Serve una rivolta culturale: riportiamo tutto nell’ambito dei valori costituzionali con tutti i cittadini uguali”.

Giorgio Fedeli


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