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Amandola: meta o passaggio?

AMANDOLA - Amandola funge più da segnaletica stradale che come meta, malgrado le sue varie attrattive, vitalità teatrale compresa della” Fenice”.
domenica 10 luglio 2016 - Ore 07:56
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Amandola-Piazza

Via Battisti, la principale del paese, di cui percorre la parte più bassa, la non storica. La fiancheggia un bel viale di tigli, parco di rimembranza dei caduti prima guerra mondiale. Ma sarebbe più bello se i proprietari di quei meravigliosi esseri che sono i cani fossero obbligati dalla loro educazione civica o, se questa non c’è, da ordinanza municipale, a far pulizia della “semina” dei propri animali. Rarissime le persone che la fanno. In altri centri, come per esempio Grottammare, addirittura viene sanzionato chi passeggia col cane senza avere il necessario per l’eventuale raccolta.

 

La via, circa 400mt., è passaggio obbligato per i tanti, specie in estate, che da Fermo e dai centri rivieraschi vengono e rivengono a godersi, oltre  ghiottonerie gastronomiche varie, le incantevoli bellezze dei Sibillini. Ma anche per scoprire piccoli tesori storico-culturali che vari Comuni montani, vecchi di quasi mille anni, conservano, specie nelle loro chiese. Quanti , per fare un solo esempio, sanno che nel piano terreno del campanile della chiesa di S. Francesco (Amandola) ci sono pregevoli affreschi attribuiti a Gentile da Fabriano?

 

L’Infernaccio, il lago di Pilato, S.Leonardo, Il Santuario della Madonna dell’Ambro, il Santuario di Amandola (con il corpo ben conservato del prodigioso Beato) la pinacoteca di Montefortino, la Sibilla di Montemonaco sono i luoghi più noti e frequentati. Salire in vetta della Sibilla è un’attrazione fatale. Qui c’è l’ingresso, quasi scomparso, della celeberrima grotta. Ma che fine hanno fatto i progetti di esplorazione sotterranea dopo l’accertata esistenza di consistenti cavità? Si favoleggia che in due particolari notti agostane a chi si accampa nei pressi della grotta par di udire melodie musicali e soavi canti di fanciulle. La corte delle verginali damigelle della mitica profetessa? Oh, l’immaginazione, la più straordinaria risorsa di noi miseri umani! Ma si potrebbe sempre provare a mettersi in ascolto  in quelle due notti, specie se in tenda si è in compagnia della graziosa fidanzatina.

 

Ma torniamo a “Battisti”, al suo traffico e alle sue dolenti note. Il traffico segnala vitalità e turismo. Purtroppo, Amandola funge più da segnaletica stradale che come meta, malgrado le sue varie attrattive, vitalità teatrale compresa della” Fenice”. Le doglianze in particolare sono due. Prima, troppe auto procedono a velocità pericolosa. Negli ultimi anni si sono verificati, anche sulle strisce, vari incidenti, pure mortali. La seconda riguarda la giostra dei cavalieri di motorette e scooter smarmittati. Questi eroi del nostro sventurato tempo si cimentano a chi fa più rumore. In palio l’ammirazione di incantate ragazzette.

 

Di Attilio Bellesi

 

 


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