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Don Vinicio: “Non do retta alla folla”,
in piazza manifestazione per ripartire

lunedì 11 luglio 2016 - Ore 13:12
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Il Sindaco Paolo Calcinaro parla con Don Vinicio

Il sindaco Paolo Calcinaro parla con don Vinicio

 

di Cristina Donati

Chiaro e univoco il messaggio che si vuole lanciare con la manifestazione di domani sera a Fermo: mettere al centro il rispetto verso la persona in tutti i suoi livelli, al di là degli episodi specifici (con il chiaro riferimento alla morte di Emmanuel). Un’occasione importante per sottolineare come sia stata calpestata la dignità di una persona, con conseguenze che hanno provocato vittime su ambo i lati.

Tanti gli artisti  che saranno presenti nel concerto di domani sera alle 21 in piazza del Popolo, alcuni di persona ed altri con contributi video (come i Marlene Kuntz e Daniele Silvestri, che si sono scusati per non poter essere in città fisicamente visto il poco preavviso). Sempre domani, alle 15 consiglio comunale aperto.  e dopo l’assise fermana, sarà il turno di quella regionale in trasferta a Fermo. L’assemblea legislativa delle Marche si riunirà domani in doppia convocazione: alle 10 è previsto l’inizio della seduta ordinaria ad Ancona, nel pomeriggio, a partire dalle 17, il consiglio riaprirà i lavori a Fermo, nella sala consiliare di palazzo dei Priori, in seduta congiunta con i consigli provinciale e comunale  per discutere sui temi dell’integrazione, dell’accoglienza e della solidarietà, dopo l’omicidio di Emmanuel Chidi Nnamdi. E’ prevista la presenza dei rappresentanti della comunità di Capodarco e del Garante dei diritti, Andrea Nobili.

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La conferenza stampa di oggi in Comune

La Cgil esprime solidarietà a Don Vinicio e alla comunità di Capodarco: “Oltre a una morte, un’offesa al territorio, che deve invece continuare a distinguersi come una comunità accogliente. Un’aggressione figlia di molti altri eventi, come le bombe davanti alle chiese, gli incendi di chalet. La comunità deve dare una risposta, dimostrando quale è la vera anima di questa città, senza polemiche: domani sera ci sarà un happening musicale per ripartire ed affrontare uniti il problema strisciante di neo razzismo che si muove nel substrato. Questa iniziativa deve trovare continuità, per programmare un attivismo che riesca a mantenere vivi i valori di riferimento”.
E’ il turno di Carlo Bronzi dell’Anpi: “Mi preme sottolineare la reazione di Fermo, circolano tante voci ma deve essere chiaro che la nostra città non è fascista e non è razzista, piuttosto è una città scossa da fenomeni più grandi di lei, come tante altre città d’Italia e d’Europa. Probabilmente tutti noi abbiamo sottovalutato questi problemi, mentre è doveroso prenderne coscienza anche da parte delle istituzioni, come coordinatori del volontariato per dare un senso univoco alle iniziative. E’ un impegno che dobbiamo prenderci tutti insieme per dare una risposta a questa tragedia “.
La manifestazione di domani vuol essere anche un monito, a fare di più per far sì che queste persone possano avere la possibilità di integrarsi realmente e quotidianamente” dice Alfonso Cifani della Cisl.
Presente anche Giuseppe Buondonno: “Nessuna città è razzista: tutte le città possono diventarlo se si sottovalutano episodi e fenomeni legati ad una sottocultura. Il lavoro di don Vinicio, dello Sprar e di tutti quelli che sono tutti i giorni sul campo deve sentire la solidarietà dei cittadini: è un lavoro che non forma con le chiacchiere ma con i fatti quotidiani, con la difesa di dignità e diritti delle persone, senza differenza di colore. Questi fenomeni sono destinati a crescere, se non c’è un lavoro continuo di formazione: l’incontro di domani vuole essere una risposta di solidarietà. Indipendentemente dai dettagli è stata un’aggressione razzista, figlia di una cultura e di un clima.  Il nostro compito è di sostenere chi lo combatte e chi lavora tutti i giorni per difendere la dignità delle persone”.
Alessandro Fulimeni dello Sprar : “Dopo quel che è accaduto si apre una fase cruciale per il nostro territorio: da come gestiremo questa fase, che deve essere una battaglia di civiltà, dipenderanno molte cose. La sostanza dice che è stata un’aggressione razzista, che in questo territorio ci sono segnali e episodi di intolleranza che non sono stati contrastati. Questa fase va gestita con la massima chiarezza, dobbiamo prendere atto di quanto accaduto e la manifestazione di domani deve essere solo un punto di partenza. Chiamiamo le cose con il loro nome e prepariamoci a un lavoro che deve coinvolgere tutti, istituzioni e cittadini“.
I festeggiamenti della Comunità di Capodarco – l’intervento di don Vinicio Albanesi – parlano di una realtà che esiste da 50 anni e che testimonia l’accoglienza di questa città. Mi sono costituito parte civile affinché gli eventi non fossero scambiati per una semplice rissa tra bianco e nero, tutto qui. Non ho capito ancora oggi perché ci sia stato questo montare delle notizie. Quello che mi premeva era sottolineare che nessuno ha il diritto di offendere gratuitamente una persona. Non mi addentro nelle verità processuali, ma il mio intento è dire che le persone vanno rispettate e la mia storia mi autorizza a esprimermi in merito. La gente si sente frustrata dalla mancanza di lavoro e di prospettive, e tende a far valere questi diritti attraverso violenza ed arroganza. Non do retta alla folla, le chiacchiere sono tante ed inutili, non vanno alimentate. Dobbiamo riaffermare che la dignità di tutti va rispettata”
La chiusura al sindaco Paolo Calcinaro: “La prima sensazione è positiva: dopo tanta tempesta ci ritroviamo noi, che qui viviamo quotidianamente, e tutto va letto con una serenità maggiore. La gravità di quanto accaduto deve essere un punto fermo, una stella polare. Il rischio c’è, inutile mettere la testa sotto la sabbia, e non è solo per Fermo: con questo clima nazionale poteva accadere ovunque, ma questo non può essere un alibi. Ho pensato di iniziare a lavorare con le nuove generazioni, non possiamo regalarle al qualunquismo che imperversa: qui a Fermo abbiamo due patrimoni, le scuole e le associazioni che portano avanti la politica dell’accoglienza e della solidarietà, facciamole incontrare realmente, aprendo un canale diretto”.


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