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Mancini in tribunale:
“Lascio tutto a Chyniere”,
il Gip dispone il carcere

lunedì 11 luglio 2016 - Ore 11:14
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Arresto

 

AGGIORNAMENTO – Il Gip di Fermo Marcello Caporale ha deciso: nessuna convalida del fermo di Amedeo Mancini che era stato disposto nella prima fase delle indagini. Il giudice dopo essersi preso alcune ore per valutare la decisione, ha disposto la custodia cautelare in carcere. Nella fase iniziale dunque, il Pm, per chiedere il fermo, ha ritenuto che ci fosse pericolo di fuga da parte di Mancini. Il Gip oggi ha potuto chiedere la custodia cautelare per il rischio d’inquinamento prove o reiterazione del reato. Non vi sarebbero dunque gli elementi per il fermo (la fuga), ma per gli altri due motivi (inquinamento prove o reiterazione del reato). Ad essere presa in considerazione è stata soprattutto la possibilità di reiterazione del reato, da qui la decisione della custodia in carcere.

***

“L’unica cosa che possiedo è la terza parte di una casa ed un po’ di terra e la metto a disposizione della vedova come risarcimento morale”. Amedeo Mancini è arrivato questa mattina al tribunale di Fermo per l’udienza di convalida dell’arresto. Il 38enne in stato di fermo per omicidio preterintenzionale con l’aggravante dell’odio razziale per la morte del richiedente asilo nigeriano Emmanuel Chidi Namdi ha voluto regalare alla vedova Chinyere tutto quello che ha: ovvero parte della casa colonica in cui vive e la terra ad essa annessa.

L’uomo, assistito dall’avvocato Francesco De Minicis, è stato sentito dal gip Marcello Caporale. “E’ stato un interrogatorio abbastanza breve – spiega l’avvocato De Minicis – perché sostanzialmente ha confermato quello che ha detto al pubblico ministero”.

“Nei primi giorni di questa vicenda dovevo tentare di arginare un fragore mediatico che diceva cose assolutamente non vere – ha aggiunto il legale –  Adesso anche con le parole che ha detto don Vinicio ieri sera, molto giuste e molto belle, che le vittime non sono soltanto da una parte, io credo che sia giusto che tutti riprendiamo un po’ di riserbo. Un’inchiesta stabilirà se e quanta responsabilità penale ha Amedeo, se e quanta consapevolezza dal valore della sue azioni aveva quando le ha commesse”.

De Minicis spiega come Amedeo “Era provato, molto provato con la sua sensibilità, era sincerissimo. Stamattina ho trovato ancora riportato sulla stampa la definizione di allevatore di tori. Amedeo non ha mai avuto tori, non ha mai avuto una lira, è un uomo che sta anche lui tra gli ultimi della terra e ha detto che l’unica cosa che ha, ovvero è un terzo della casa colonica e della poca terra che gli ha lasciato il padre, è a disposizione della vedova“.

Mancini, si trova rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto, è arrivato in tribunale a bordo di un cellulare della polizia penitenziaria entrando da un ingresso secondario.

FOTO MANCINI

Amedeo Mancini all’ingresso del tribunale. (FOTO ANSA)

 


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