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Prima italiana di “Agamennone” a Falerone giovedì 14 luglio

Al Teatro Romano prosegue la rassegna TAU/Teatri Antichi Uniti
mercoledì 13 luglio 2016 - Ore 15:07
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Daniela Poggi

Daniela Poggi

In programma il debutto di “Agamennone” con Paolo Graziosi e Daniela Poggi diretti da Alessandro Machìa. La riscrittura di Fabrizio Sinisi sceglie di focalizzare l’azione sulle conseguenze del ritorno di Agamennone, dilatando il tempo che intercorre tra questo ritorno e la sua morte e cortocircuitando i rapporti tra i personaggi con una lingua robusta, limpidissima, capace di tenere insieme altezze poetiche e concretezza teatrale.
Rispetto all’originale eschileo – scrive il regista Machìa -, l’autore sceglie tra le altre cose di far dialogare Clitemnestra e Cassandra, immaginando un confronto tra le due donne, che per un attimo sembrano quasi potersi avvicinare. Unico elemento a rappresentare la dimensione pubblica è il Coro, la Città, la società, qui interpretato da un solo attore, un corifeo senza più coro; una soluzione che di per sé innesca una riflessione sul tema della rappresentanza: la Città infatti in questa riscrittura è ambigua, spesso vile, opportunista, identificata col padrone, incapace ormai di distinguere ciò che giusto e di rappresentare alcunché. Il tema del rapporto tra la legge del ghènos e quella della pòlis, che attraversa e fonda l’Orestea, qui emerge dall’interno di una questione appunto tutta privata: quella tra una donna e suo marito. Non ci sono le Erinni, Oreste non arriverà a vendicare l’uccisione del padre, non c’è un dio dalla macchina a sancire un ordine nuovo: ogni personaggio è di fronte a se stesso, alla sua memoria, al proprio senso di colpa, al fallimento, al proprio dolore e alla propria immensa solitudine; il dio è assente, sembra essere puro flatus vocis. Il testo indaga la natura primitiva dell’amore, gli abissi del desiderio, il potere, il rapporto con la bellezza, col tempo e con la vita come rappresentazione, tema quest’ultimo che attraversa la drammaturgia di Sinisi e che la regia segue e mette a tema. La tragedia greca qui è dunque calata nella modernità, immaginando una contemporaneità lontana, astratta, una società in disfacimento, post-atomica, un nuovo medioevo nel quale, a dispetto dei progetti di razionalità e di dominio sulla natura e sugli istinti, l’irrazionale emerge sempre di nuovo come l’elemento più proprio dell’essere umano e dove il mitologico sopravvive intatto al di sotto del lògos”.
Il TAU, rassegna promossa dai Comuni, dalla Regione Marche e dall’AMAT, oltre agli spettacoli mira adoffrire un’occasione privilegiata per la scoperta di luoghi di grande fascino.

Paolo Graziosi

Paolo Graziosi

Ad arricchire la proposta per il pubblico tornano gli AperiTAU. Sorsi e passeggiate di storia, visite guidate gratuite alle aree archeologiche e ad altri luoghi di grande interesse culturale accompagnate da un brindisi realizzato con il prezioso contributo della Azienda Agricola Moroder, dell’Oleificio di Silvestri Rosina, dell’Azienda Agricola Malacari e di Terre Cortesi Moncaro.
Giovedì 14 luglio alle ore 19.30 avrà luogo la Visita al Parco Archelogico Falerio Picenus a cura dell’Associazione Culturale Minerva.
Sempre in questa direzione TAU vara per l’edizione 2016 anche l’iniziativa Con in faccia un po’ di… TAU che mira a consolidare e arricchire la proposta spettacolare, facendo della rassegna sempre più uno strumento di promozione e valorizzazione del territorio grazie a Con in faccia un po’ di sole, un’ associazione che opera nel campo della promozione turistica. Domenica 17 luglio a Falerone (località Piane) ore 9.30 è la volta di Trekking Urbano ed Extraurbano a Falerone Storia e segreti dell’antico borgo, escursione alla scoperta dell’abitato e del territorio circostante.


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