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Chyniere smentita dai testimoni,
si delinea la dinamica della tragedia

giovedì 14 luglio 2016 - Ore 13:16
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chiniary fdm

Chiniary Emmanuel, moglie dello scomparso Chidi Namdi

La vedova di Emmanuel Chidi Namdi, Chyniere, smentita dai testimoni sulla sua versione dei fatti in merito alla rissa a seguito della quale il marito Emmanuel è morto. Una diversa versione che sarebbe dovuta allo choc per l’episodio e il fatto che la 26enne non sappia l’italiano.  Il suo racconto dei fatti resta fuori dal coro rispetto a quelli fornite agli inquirenti da sei testimoni. Chyniere, infatti,  ha sostenuto che a scatenare il tutto fosse stato Amedeo Mancini, accusato di omicidio preterintenzionale con l’aggravante razzista, che dopo averla insulta avrebbe attaccato il marito picchiandolo, afferrando la donna per il collo e scagliando un cartello stradale contro il marito dopo che quest’ultimo si era liberato dalla presa del fermano. Per Chyniere, Mancini avrebbe colpito Emmanuel sulla parte posteriore della testa dandogli, contemporaneamente, dei calci alle gambe. A quel punto il nigeriano è caduto all’indietro. Ma il suo racconto stride con quello di sei testimoni che invece propendono per un’aggressione partita proprio da Emmanuel. Mancini non nega di aver insultato la nigeriana. Ma poi quando si è passati alle mani, ecco emergere un’altra verità: due testimoni avrebbero visto la rissa fin dall’inizio mettendo a verbale che, dopo l’insulto, hanno visto Emmanuel afferrare il cartello stradale con base circolare di ferro e scaraventarlo contro Mancini colpendolo e facendolo cadere a terra. Altre due testimoni, due operatrici umanitarie, avrebbero dichiarato che mentre Mancini era a terra l’uomo di colore cercava di colpirlo con i piedi mentre la donna tentava di colpirlo brandendo una scarpa in mano. A quel punto l’amico di Mancini, settimo testimone, avrebbe cercato di placare gli animi di tutti ma sarebbe stato aggredito dalla moglie di Emmanuel con una scarpa. E mentre una testimone chiamava la polizia, Mancini sarebbe stato circondato da altri tre immigrati. Poi quel pugno sferrato da Mancini a Emmanuel con quest’ultimo che, cadendo, ha battuto la testa e, come  attestato dall’autopsia, sarebbe proprio il colpo sul marciapiede che lo ha portato alla drammatica morte. All’arrivo dei vigili, però, Emmanuel era ancora in piedi, urlando nella sua lingua, mentre Mancini ha spiegato alle forze dell’ordine di essere stato aggredito e Chyniere di essere stata chiamata “scimmia”. In questo scenario si inseriscono l’esame autoptico e la visita medica su Mancini che ha evidenziato sul costato dell’uomo un grosso ematoma, forse causato proprio dal cartello stradale che tutti i testimoni, con la sola Chyniere a dire il contrario, dichiarano essere stato usato da Emmanuel. Sarà comunque la magistratura a fare chiarezza su una vicenda, finita alla ribalta delle cronache locali, nazionali e internazionali, che ha scosso l’intera comunità locale. Intanto ieri sul luogo dell’aggressione sono tornati gli agenti della polizia scientifica per un nuovo sopralluogo.

Giorgio Fedeli


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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