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20 luglio: Moyto,
il coraggio di ripartire

PORTO SANT'ELPIDIO - Piena fiducia del titolare Marco Amadio nell'operato delle forze dell'ordine: "Grazie all'intera città e all'amministrazione"
venerdì 15 luglio 2016 - Ore 16:31
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Moyto cartello Porto Sant'Elpidio

 

di Maikol Di Stefano

Riapre lo chalet Moyto di Porto Sant’Elpidio dopo il rogo di natura dolosa che ha distrutto completamente lo stabilimento balneare tra la notte del 22 e del 23 giugno. Una serie di serate musicali, le quali saranno effettuate nell’area esterna adibita a discoteca scampata alla forza devastante delle fiamme.

“Ricominceremo la nostra attività da mercoledì sera, 20 luglio, con una serata live di latino, tornando a fare così quello che meglio ci riesce. Inizieremo con l’allestimento di un chiosco bar esterno e la musica nell’area discoteca che l’incendio ha lasciato fortunatamente intatta, la parte ristorativa bisognerà vedere in futuro. – spiega il titolare Marco Amadio, la cui vita è stata sconvolta da quanto accaduto – Riapro l’attività di discoteca nelle sere settimanali e di spiaggia nelle ore diurne, grazie alla collaborazione e all’invito di un’intera città e dell’amministrazione comunale. Nelle ultime settimane Porto Sant’Elpidio sembra aver sentito effettivamente la mancanza del Moyto”.Moyto8

Una notizia molto sentita dalla città, quella dello chalet  andato in fiamme, che aveva colpito anche i colleghi della famiglia Amadio, ristoratori e balneari che avevano offerto il proprio aiuto e le proprie strutture pur di far proseguire il lavoro dello stabilimento. “Noi abbiamo un calendario che volevamo rispettare, ma che aveva bisogno di determinate strutture. I miei colleghi molto gentilmente mi hanno offerto un supporto, ma dato che riparto tutto verrà svolto al Moyto. – prosegue Amadio –  Quello che è accaduto ha rovinato la mia vita, noi per riaprire abbiamo dovuto mettere mani al portafoglio, dato che i soldi dell’assicurazione non so neanche se arriveranno mai. Pur di poter tornare a fare quello che amiamo, siamo arrivati a dover vendere l’auto di famiglia”.

Proseguono intanto le indagini su quanto accaduto, con le forze dell’ordine che battono tutte le piste possibili. “Io purtroppo non sono a conoscenza di molte cose riguardo il lavoro delle forze dell’ordine, non mi vengono riferiti molti particolari, ma sono sicuro che stiano lavorando per sapere chi ha compiuto questo gesto, rovinandomi la vita. Spero solo che riescano a scoprirlo e bloccarlo il prima possibile”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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