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No al referendum costituzionale,
Ceroni: “La madre delle battaglie”

Il coordinatore regionale stamattina ha presentato il Comitato che si opporrà alle modifiche alla Carta volute dal Governo: "Vogliono consegnare tutto il potere a un uomo solo"
venerdì 15 luglio 2016 - Ore 22:00
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Remigio Ceroni

Remigio Ceroni

 

Referendum costituzionale, il centrodestra dice no. E Remigio Ceroni, coordinatore regionale di Forza Italia, lancia la sfida dalla sede di Ancona, dove stamattina è stato presentato il Comitato per bocciare la riforma voluta dal Pd: «Questa – ha detto – è  la madre delle battaglie». Un’occasione per «mandare a casa» il governo Renzi che «vara una riforma costituzionale che riduce gli spazi di democrazia e consegna tutto il potere ad un uomo solo». Il coordinamento provinciale Pesaro di Forza Italia invece si è riunito ieri sera. Presente il coordinatore provinciale Alessandro Bettini e il capogruppo regionale Jessica Marcozzi. «Siamo in strada per difendere la democrazia e la libertà», dice Marcozzi in una nota, dove il partito traccia i 10 punti sulle ragioni del centrodestra.

Il coordinamento provinciale Pesaro di Forza Italia

Il coordinamento provinciale Pesaro di Forza Italia

Tra i motivi il fatto che «la Costituzione non si cambia con un colpo di mano di una finta maggioranza», che «il combinato disposto con la legge elettorale porta a un premierato assoluto» , «le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue e l’elezione dei senatori confusa» e per eventuali incongruenze con l’articolo 5 della Costituzione che indica il riconoscimento delle autonomie locali. «Nel riscontrare la forte contrarietà da parte di moltissimi cittadini – dice Forza Italia nella nota – alla riforma costituzionale, abbiamo avviato, anche tramite i social network, la campagna contro la stessa. Chi è interessato a costituire un Comitato per il No può contattare i coordinatori provinciali FI o visitare il sito www.forzaitalia.it. Tra i cittadini c’è un sempre più dilagante sentimento di protesta nei confronti del Governo e della sua riforma con cui si vuole consegnare nelle mani di una sola persona un potere assoluto. Per questo motivo con la protesta cresce anche la predisposizione a votare “No” al prossimo referendum».


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