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Nessuna copertura finanziaria,
addio alla centrale a biomasse
di Campiglione

venerdì 15 luglio 2016 - Ore 10:15
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No centrale biomasse

 

di Paolo Paoletti

La centrale a biomasse di Campiglione di Fermo non si farà. Questa la notizia emersa oggi proprio mentre era in corso la conferenza dei servizi a riguardo.

“La proponente Powercrop – si legge nel documento ufficiale presentato oggi alla conferenza dei servizi – con riferimento alla propria istanza di autorizzazione unica per la realizzazione del Progetto Polo Energie Rinnovabili di Fermo, che l’entrata in vigore del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 23.6.2016, recante ‘incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico’ prevede, all’art 9 Disposizioni sugli impianti ex-zuccherifici, che soltanto gli impianti già autorizzati continuano ad accedere, nel limite complessivo di 83MW elettrici, al beneficio delle tariffe incentivanti riconosciute del D.M. 18.12.2008. Ciò comporta, quale inevitabile conseguenze, di impedire alla proponente la realizzazione del Progetto del Polo per le energie rinnovabili di Fermo oggetto della presente Conferenza dei servizi, in quanto vengono meno le condizioni per la sostenibilità economica e finanziaria del progetto medesimo”.

Entrando nel dettaglio dunque, l’azienda Powercrop al termine della riunione ha annunciato che con il decreto ministeriale di giugno 2016 il progetto non ha più la sostenibilità economica. Il procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale dovrà necessariamente però proseguire, in quanto ufficialmente il progetto non è stato ritirato. Si va avanti dunque con uno scenario completamente nuovo e una certezza: la centrale non ha più copertura economica per essere realizzata.

Nel corso della conferenza sono stati acquisiti i pareri del Comune di Fermo, Comune di Grottazzolina Comune di Ponzano di Fermo e del Comune di Monte Urano; i Comuni hanno espresso con motivi tecnici di natura ambientale e sanitaria, supportati da relazioni di esperti il loro parere contrario all’impianto Power Crowp. Alla conferenza era assente l’Arpam che però ha inviato il proprio parere nel quale evidenzia diversi impatti negativi.
Il Servizio Prevenzione dell ‘Asur rappresentato dal Dr. Ciarrocchi e dalla Dr.ssa. Belfiglio, presenti alla riunione, si è riservato di produrre il proprio parere alla luce delle osservazioni dell’Arpam.

Il Presidente della Provincia di Fermo Aronne Perugini ha fatto presente ai rappresentanti dell’Asur la delibera dell’Assemblea dei Sindaci del 06/07/2016, licenziata all’unanimità, con la quale: “i Sindaci, omissis, chiedono all’ASUR, quale organo tecnico di supporto alla Regione ed agli Enti locali nella materia specifica, la massima attenzione nella valutazione dei rischi sanitari indotti dalla realizzazione del Polo energie rinnovabili, valutando il preminente interesse pubblico alla salute di cui il costruendo nosocomio rappresenta l’elemento sensibile insieme al nuovo Centro di riabilitazione Montessori.”

Un iter legale, burocratico e politico durato oltre 10 anni, tra tribunali, Tar, Consiglio di Stato e che potrebbe arrivare presto a conclusione in base al verdetto della VIA.  Questo nuovo scenario potrebbe essere  però solo l’inizio  di un procedimento  già avviato contro la Provincia di Fermo, in cui la Powercrop, anche a fronte di quello che sarà l’esito della VIA, potrà chiedere i danni anche a seguito del sopraggiunto decreto del governo Renzi.

Resta il fatto che il progetto che prevedeva a Campiglione  la realizzazione di un impianto energetico prodotto dalla combustione di biomasse vegetali di girasole e cippato di legno,  non si farà. 

Tutto era iniziato  con un accordo di riconversione produttiva, sottoscritto il 27/07/2007, fra Powercrop S.p.A., Eridania – Sadam S.p.A., Regione Marche, l’allora Provincia di Ascoli Piceno, Comune di Fermo e le Organizzazioni Sindacali. L’accordo rientrava nell’ambito degli interventi di cui alla legge 81/2006, relativa alla razionalizzazione e riconversione della produzione bieticolo-saccarifera. Negli impegni presi allora tra le parti la Powercrop aveva annunciato la costituzione di una società progetto per la realizzazione e gestione dell’impianto per la spremitura dei semi di girasole, dell’impianto per biogas e della centrale per la produzione di energia elettrica. Inizialmente erano stato individuate aree alternative come la Val d’Ete e zona Girola.


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