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NbM, Carloni e Marcozzi ottengono
un incontro con i sindacati

REGIONE - I capigruppo di Fi e Ap: "A seguito della nostra richiesta, è stato deciso che il 2 agosto alle 9 si svolgerà un incontro tra i sindacati di Nuova Banca Marche e i capigruppo del consiglio regionale"
giovedì 21 luglio 2016 - Ore 16:10
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Mirco Carloni e Jessica Marcozzi

Mirco Carloni e Jessica Marcozzi

 

“L’incontro – fanno sapere i capigruppo di Area Popolare e Forza Italia, Mirco Carloni e Jessica Marcozzi – è necessario perché la Regione deve contribuire a fare chiarezza sulla situazione che sta emergendo in questi giorni e che sta destando preoccupazione per i risparmiatori, per i dipendenti e per tutti i cittadini marchigiani. Infatti nel corso di una riunione tenutasi a Roma nei giorni scorsi con il gruppo Dirigente allargato di Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria, Nuova CariFerrara e Nuova CariChieti, il Presidente Nicastro ha affermato che il 20 luglio saranno ufficializzate le offerte vincolanti da parte dei soggetti interessati all’acquisto delle 4 Banche Ponte, che saranno cedute in blocco. Da quanto risulta sembra che, ad oggi, gli unici soggetti interessati siano solo 3 fondi americani di Private Equity, con una scarsissima presenza sul territorio nazionale. Sembra inoltre che gli stessi siano intenzionati ad offrire cifre ben al di sotto della somma dei Patrimoni Netti dei 4 Istituti. A destare preoccupazione inoltre contribuisce il fatto che non si conosce nulla sui progetti futuri degli acquirenti ed, in particolare, di quelli che saranno i modelli industriali che verranno adottati: che tipo di presenza rimarrà sui Territori delle 4 banche, quale sarà la loro Politica Creditizia, quali e quanti Presidi Direzionali verranno mantenuti; quanto grande, con quali caratteristiche e con quale estensione territoriale si presenterà la nuova Rete delle Filiali, se e con quali strumenti verranno garantiti i futuri livelli occupazionali, con che strumenti verranno gestiti eventuali esuberi di personale.

 

La trattativa di queste settimane sta avvenendo in un contesto nel quale per tutto il resto del sistema bancario si stanno invece predisponendo interventi che il 22 novembre scorso non apparivano fattibili, come la creazione della parte volontaria del Fitd, l’introduzione del nuovo Fondo Atlante, la probabile introduzione del nuovo Fondo Giasone, per acquistare dalle Banche il Credito Deteriorato, i possibili interventi diretti della mano pubblica, ipotizzati dallo stesso Presidente del Consiglio, anche sul Capitale delle Aziende in difficoltà.

I problemi di Banca Marche erano sin d’allora simili a quelli che oggi si registrano in molti altri Istituti e, come tali, dovevano e dovranno essere gestiti, evitando nuovi errori come quelli che si sono abbattuti su Azionisti e Obbligazionisti Subordinati. La nostra Regione non può sperimentare soluzioni diverse da quelle di Sistema che potrebbero non rivelarsi fruttuose nemmeno per il Sistema stesso, poiché vendere le 4 Banche “sottoprezzo” e senza negoziare nulla con i nuovi proprietari, vorrebbe dire, infatti, creare un nuovo Benchmark di mercato, come è già avvenuto con l’operazione sul Credito Deteriorato, il cui valore era stato portato in fase di Risoluzione al 17%.  Ciò rischia di far crollare, infatti, le quotazioni delle Banche, che già oggi, dopo aver subito negli ultimi mesi importantissime perdite, registrano capitalizzazioni di Borsa ben al di sotto dei loro Patrimoni Netti.

 

La Politica locale ha il dovere di mantenere alta l’attenzione sugli sviluppi della vicenda che coinvolge Nuova Banca Marche, il cui futuro è fondamentale per l’intero territorio e per il sostegno al credito per le imprese e per le famiglie marchigiane”.

 


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