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Fermo è una città razzista?

RIPARTIRE - Leggo in giro analisi infantili che riducono la complessità a slogan. Occorrerebbe meno enfasi e più pensieri che, possibilmente, non prescindano dalla realtà.
venerdì 22 luglio 2016 - Ore 18:24
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di Giorgio Cisbani*

Giorgio Cisbani

Giorgio Cisbani

La nostra città è ritornata agli onori della cronaca nazionale a seguito degli arresti per ‘le bombe contro quattro chiese’. In passato, neanche tanto lontano, lo era, per la musica di Sawallisch e Rostroprovich e per la Fermana in serie B. Fermo aveva, quantomeno, lambito il palcoscenico nazionale, generando stupore e approvazione, comprensibili perchè tali accadimenti erano rapportati ad una piccola città.
Ora, la tragica vicenda di Emanuel e le pericolose bombe, rivestono la nostra città di un abito razzista, violento con sfumature, nientemeno, anarchiche, in totale contrasto con quello che tutt’oggi appare, percorrendo le sue vie o frequentando luoghi d’incontro. So che alcuni miei amici, della mia stessa famiglia politica, la pensano diversamente, ma ritengo, pur non avendo la verità in tasca, come altri, di conoscere abbastanza la città. Questa diversità spero possa essere motivo di fruttuoso confronto in una città, dove la sinistra é scomparsa quasi nel nulla, dopo anni di egemonia del PCI. Sgombrato il campo dall’anarchia come “puttanata” colossale spiegabile con il fatto che questo termine accennato, giornalisticamente fa molto colore, ci si domanda se, alla luce di quanto avvenuto e alla constatazione che l’ ambiente ( gli ultras della Fermana ) accomuni i protagonisti negativi, resta l’interrogativo:“Fermo é una città razzista?”

Non vorrei ripetermi e dilungarmi nel contestarlo, approfitto e faccio mio l’ironico scritto di Michele Serra. Forse, sarebbe il caso che qualcuno lo ripubblicasse per riportare le cose ad una dimensione più tranquilla e vera. Il noto giornalista-scrittore ha anche colto l’occasione per definire “Fermo, città bellissima”, seppure, anni addietro, invitato dalla Comunità di Capodarco, ancora su “La Repubblica”, aveva scritto che non era d’accordo con l’istituzione di nuove province, ma che Fermo era “tra le più belle città al mondo”. Dunque, ora ha fatto un piccolo passo indietro: “da città più bella al mondo”, a “città bellissima”. D’altro canto un ragazzo nigeriano morto, ucciso due volte, dalla ingiustizia del mondo e da una lite violenta scaturita da un epiteto razzista e quattro bombe di storditi violenti, anche loro ultras (quanti saranno questi ultras della Fermana?, si domanda Michele Serra), giustificano questo suo piccolo ‘arretramento’, nel definire la città.
Spero che altri passi indietro ci siano, così da non confondere sottoproletari, ‘violenti’ – ‘storditi’ – ‘sfigati’, come d’altro canto la quasi totalità della città, tranquillamente considera, con soggetti organizzati con connotazione politica xenofoba.
Leggo in giro analisi infantili che riducono la complessità a slogan. Occorrerebbe meno enfasi e più pensieri che, possibilmente, non prescindano dalla realtà. Intanto la città, dopo Alfano, dovrà subire anche Giovanardi: sembrerebbe che al peggio, politicamente, non vi sia fine.
Non sarà facile, eppure, al più presto, complessivamente, la tendenza va invertita.

*Giorgio Cisbani, già senatore X legistura


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