facebook rss

Quagliariello al vetriolo
sul caso Emmanuel:
“Imprudenza di ministri e presidenti”

venerdì 22 luglio 2016 - Ore 22:00
Print Friendly, PDF & Email
Gaetano Quagliariello

Gaetano Quagliariello

“Veniamo a Fermo per ripristinare la verità”. Il senatore Gaetano Quagliariello (MovimentoIdea) arriverà domani mattina alle 11,30 insieme al collega Carlo Giovanardi al bar Lady di piazza del Popolo per l’incontro dal titolo “Razzismi a confronto” con le idee ben chiare sulla tragica vicenda conclusasi con la morte di Emmanuel Chidi Namdi e Amedeo Mancini dietro le sbarre. A Quagliariello non va giù che, con le indagini ancora in corso e una verità tutta da appurare, in città siano arrivati due ministri (Alfano prima e Boschi poi), il presidente della Camera dei Deputati, Boldrini e l’europarlamentare Sassoli. “Definirei tutto ciò assurdo. Non c’è stata nemmeno la prudenza di attendere gli sviluppi delle indagini. Ma, sia chiaro, non veniamo a Fermo per gettare benzina sul fuoco, anzi. Crediamo che su questa vicenda ci siano state delle forzature. Condanno qualsiasi forma di razzismo, anche quando parte con delle parole o espressioni offensive. Ma alla strumentalizzazione dei fatti e alla criminalizzazione no, non ci sto. Una persona è stata sfortunata, non vi è stata premeditazione. E di certo gli elicotteri arrivati a Fermo proprio non servivano. Chi ha sbagliato? Beh tutti coloro che hanno avuto un approccio scandalistico sulla vicenda, un fatto triste con un uomo che è scappato dalla sua terra, che è arrivato nel nostro paese di certo più accogliente del suo, e che qui ha trovato la morte. Non si può non condannare chi si rivolge a una persona chiamandola scimmia ma davanti a eventi luttuosi deve prevalere la commiserazione, non di certo l’interesse a utilizzare la vicenda per i più svariati fini. Così hanno perso tutti”, a partire da una città e dai suoi abitanti passati per razzisti sulle cronache di mezzo mondo: “Altro errore. La comunità fermana avrà pure i suoi problemi ma di certo non è affetta da razzismo. Qualsiasi sentimento xenofobo, in qualunque luogo, va scacciato. Ma lo stesso dicasi per un’ideologia uguale e contraria che lo alimenta. Cosa bisognava fare quindi? C’era solo da attendere che la verità venisse fuori. In questa vicenda hanno avuto un ruolo anche elementi di casualità e di sfortuna. Massima solidarietà e rispetto per chi è fuggito dalle barbarie del suo paese. Ma queste persone non possono diventare occasione per qualcuno di mostrarsi. Questo atteggiamento porta solo all’indignazione che può diventare molto pericolosa”. Ma anche lui, Quagliariello, e Giovanardi, arrivando a Fermo, potrebbero essere accusati di strumentalizzare il tragico episodio della morte di Emmanuel: “Beh, se c’è un atto sbagliato, qualcuno deve pur reagire”. E dunque chi sarebbe il responsabile del clamore mediatico? “Io non tiro in ballo nessuno ma voglio solo dire che quell’incidente sarebbe potuto accadere  anche in altri contesti. Parte da una frase inaccettabile ma se ne sentono e se ne dicono tante, dappertutto, tutti i giorni”. Il ministro Alfano, arrivato il 7 luglio a presiedere un comitato straordinario di ordine e sicurezza pubblica, a distanza di poche ore dalla tragedia, dalle stanze dell’ufficio territoriale del Governo, ha annunciato, in quella sede, che la commissione territoriale aveva accolto la richiesta di status di protezione umanitaria presentato dalla moglie di Emmanuel, Chiniery (che ne aveva fatto richiesta a maggio). E da lì a 10 giorni quell’asilo politico le è stato notificato: “Ecco, questo denota superficialità e una volontà di impressionare quando invece il comportamento migliore sarebbe stato l’assoluto contrario: ponderazione”. Quella stessa donna che ha fornito una versione dell’accaduto in diversa da altri testimoni oculari: “C’è una situazione di contrasto, è un dato di fatto: uno a sei”. Ma non solo Alfano, ex compagno di partito di Quagliariello quando quest’ultimo militava nell’Ncd, si è fatto avanti: don Vinicio Albanesi con l’impegno a far laureare in medicina Chiniery, una grossa azienda a offrirle un posto di lavoro a tempo indeterminato, due università per farla studiare e farle imparare l’italiano. Anche la società civile, dunque, è scesa in campo: “Bisognava comportarsi in modo normale. Non è stato fatto. E se il nostro incontro di domani contribuirà a riportare la situazione sui giusti binari, sarà servito a qualcosa”.

Giorgio Fedeli


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page
Caricamento..


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


Caricamento..
X