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Unione tra Amandola e Comunanza
La storia dice sì

domenica 24 luglio 2016 - Ore 07:21
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Cat.Greg.mappa Amandola circa 1817-1822

Il professore Gustavo Strafforello (1828-1903), letterato, poligrafo e patriota del Risorgimento italiano, compila nell’ultimo decennio del 1800, con la collaborazione di altri distinti scrittori, un’opera enciclopedica con i profili dei paesi di tutte le province italiane, ossia “La Patria-Geografia dell’Italia”.

Ecco un estratto della provincia di Ascoli Piceno A.D.1898 (Edizione speciale a cura della Cassa di AP). E specificamente su Comunanza, facente parte del Mandamentto amandolese, appunto con Amandola, Montefortino e Montemonaco (popolazione complessiva 12.407).

 

Dunque, a proposito delle origini di Comunanza si legge testualmente:”Questa bella borgata, posta sulla riva destra del fiume Aso, a m.448 di elevazione sul livello del mare, si chiamò prima Comunali di Ascoli, perché fabbricata da vari Ascolani che riunironsi in questi luoghi”.

“Secondo altri scrittori, sarebbe invece stata fabbricata dagli uomini di Amandola, stanchi di subire le vessazioni di Rinaldo di Brunforte e di Guglielmo da Massa. Questa ipotesi si fonda sul decreto di Simone del titolo di San Martino, prete cardinale, legato della Marca Anconitana, in data 1° giugno 1266, col quale venne concesso agli Amandolesi fedeli alla Chiesa, di eleggere un ricettacolo, entro i confini della diocesi, per istabilire, di comune accordo, la perpetua loro dimora.”.

“Ma pare che i profughi, invece di fabbricare un nuovo castello, si stabilissero nei Comunali di Ascoli, luogo assai forte. Unitisi gli Amandolesi ai primitivi abitanti sostennero assalti e patirono scorrerie ed invasioni  da parte dei vicini…”.

 

Dunque, a parte l’ipotesi della fondazione di Comunanza da parte dei profughi amandolesi, una cosa appare certa, e cioè che Comunanzesi e Amandolesi un bel po’ di secoli fa furono uniti e in alcune circostanze combatterono fianco a fianco a difesa delle loro terre.

Preludio storico alla attuale progettata fusione? Si spera che le amministrazioni interessate dimostrino saggezza e lungimiranza e combattano, unificate (come un tempo remoto) “battaglie” a difesa degli interessi e della vita in montagna.

 

Di Attilio Bellesi 


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