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70 anni di Giano,
una storia di famiglia

giovedì 28 luglio 2016 - Ore 16:13
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Giano, Di Battista, Paniccià Barbabella

L’azienda Giano festeggia settanta anni di vita. Un traguardo importante per il calzaturificio di Torre San Patrizio guidato da Enrico Paniccià. Una storia cominciata nel 1946 grazie all’intuizione e al coraggio di Umberto Intorbida, nonno di Enrico. “Tre generazioni di imprenditori: Umberto, mia madre Giuseppina e mio padre Otello, ed oggi io…” A parlare è proprio il più giovane, Enrico, colui che ha saputo garantire un futuro all’azienda di famiglia facendola crescere e sviluppare. “Settanta anni sono un lungo cammino. Ma ciò che ci ha unito in questo percorso è stata una comune visione dell’azienda: fare scarpe di qualità. Perché crediamo nella cultura del lavoro, di un lavoro fatto bene… E crediamo anche che Giano non sia solo l’azienda, o la famiglia Paniccià. È le tante famiglie che vi lavorano, un territorio tutto insieme, una cultura del fare impresa.” In questi anni Giano è cresciuta, sia in termini qualitativi che quantitativi, raggiungendo i 10 milioni di fatturato. Ma, soprattutto, è cresciuta una consapevolezza che proietta Paniccià e la sua azienda tra gli imprenditori che guardano oltre: “il nostro impegno e il nostro lavoro quotidiano sono stati fondamentali per arrivare sin qui. Credo però che il territorio in cui viviamo ed operiamo, e le persone che collaborano con noi abbiano dato un contributo determinante. Se oggi siamo quel che siamo, è grazie a questo straordinario mix che ogni giorno ci dà la carica per trovare nuove idee e nuovi stimoli”.Giano Barbabella Paniccià Di Battista
Restituire al territorio è dunque uno dei temi del fare impresa di Paniccià. “Lo facciamo sostenendo tanti progetti: culturali, sociali e sportivi. A cominciare da Mus-e che si occupa di integrazione nelle scuole, tema quanto mai attuale. E poi cultura, con le stagioni teatrali e i festival del territorio. Ed oggi, proprio in occasione di questo anniversario, abbiamo scelto di nuovo i bambini, con un progetto di riqualificazione dell’area giochi di Villa Zara, d’accordo con il Comune di Torre San Patrizio. E per la serata del 30 luglio, la festa ad inviti del settantesimo compleanno di Giano, abbiamo voluto dar voce alle eccellenze gastronomiche del territorio, dando la possibilità, a chi parteciperà, di gustare alcune delle prelibatezze che vengono prodotte ed allevate nelle nostre zone. Non solo. Abbiamo pensato di fare noi un dono alla nostra forza lavoro, ai nostri dipendenti: una polizza sanitaria integrativa per proteggere la stabilità economica del lavoratore e del suo nucleo familiare”. Un altro segno tangibile di come impresa e territorio debbano necessariamente procedere insieme. Questa è la filosofia di Giano: valorizzare il territorio, valorizzarne le eccellenze e il lavoro di chi le ha rese possibili, e facendolo conoscere, tutto, come “sistema”. “Che si tratti di salumi, frutta della Val d’Aso o scarpe, poco importa in realtà. Perché è la cultura del lavoro” prosegue Paniccià, “di un lavoro fatto bene, ciò che fa la differenza. E ci racconta di un territorio che ha ancora molto da dare e, perché no, da insegnare…”

Parole di stima arrivano dal presidente della Camera di Commercio di Fermo Graziano Di Battista: “Mi rende felice essere qui – ha detto questa mattina in conferenza stampa – un evento di una bella azienda che ha dentro tutti quei contenuti che uno vorrebbe ci fosse in ogni realtà imprenditoriale: passaggio generazionale, riconoscenza verso il nonno, il padre, i collaboratori, senso sociale e grande senso della famiglia”.

Anche il sindaco di Torre San Patrizio Giuseppe Barbabella ha evidenziato: “Sono 70 anni che qualcuno crede in Torre San Patrizio. Anche per questo vogliamo dedicare la via dove si trova lo stabilimento della Giano a Umberto Intorbida. Abbiamo inviato la richiesta in prefettura”.
Il segreto del successo? E’ lo stesso Enrico Paniccià  a spiegarlo :”Convinzione di farcela, da 10 anni abbiamo cambiato business, abbiamo colmato le lacune di non avere un marchio proprio avendolo in licenza, abbiamo dovuto imparare, ma in questo tempo siamo riusciti a specializzarci sempre più. Oggi stiamo cercando di andare oltre, con accordi anche societari con i marchi che decidono d’investire nella calzatura. Il tutto facendo attenzione ai costi ed al prezzo di vendita. E’ la passione di fare che ci spinge, un successo molto sudato, frutto anche dal lavoro di mio padre che si trova ancora in manovia e del lavoro di mia madre”.


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