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Polignano a Mare, la terra di mezzo

Il punto di incontro tra il mare e la terra
giovedì 28 luglio 2016 - Ore 08:15
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In provincia di Bari, come fosse un punto di incontro tra il mare e la terra, merita una visita la città di Polignano a Mare, da sempre crocevia di viandanti dalle diverse culture: qui Arabi e Bizantini, Spagnoli e Normanni hanno lasciato tracce incancellabili del loro passaggio.

Raramente si incontra una cittadina che in un’area di appena 62 km² sappia unire in un connubio mistico e indissolubile tradizione e sviluppo: il fascino della sua lunga storia con gli importanti insediamenti agricoli e turistici garantisce ad abitanti e visitatori la tranquillità del centro di provincia con il fermento di una economia in perenne evoluzione.

L’itinerario che vi proporrò stavolta è un po’ meno convenzionale e nel dirvi cosa visitare del paese a cui Domenico Modugno ha regalato il suo primo vagito, eviterò accuratamente ogni monumento ben descritto da altri siti e vi racconterò solo: spiaggia, poesie, cibo e….gogne!

Mi aspetto anche dai più impavidi che vogliano leggere quali siano le spiagge più belle, e invece vi indicherò solo quelle che hanno il nome più originale! Ecco il breve elenco, per le altre con nomi normali sono tutte elencate su wikipedia!!  La prima è Cala Paura: per gli affezionati delle sdraio con la velleità di dividere una piccola insenatura-paradiso con le famiglie del posto, con pieghevoli e frigorifero alla mano e con tanto di almeno tre barche di pescatori adagiate sulla riva. C’è poi Ponte dei Lapilli, con i suoi ciottoli piccoli e grandi. Per raggiungere la caletta si deve percorrere un tratto della scogliera in discesa e se non avete le scarpette adatte potreste pentirvi di aver messo in valigia al loro posto un vestito che non vi servirà mai . Se poi amate le vita selvaggia…imperdibile Porto Cavallo! A pochi metri di distanza dal nuovo porto turistico, la spiaggia libera è assolutamente sprovvista di qualunque ombrellone e anche una bottiglietta d’acqua potrebbe sembravi un miraggio. Fosse solo per il nome, l’ultima spiaggia che rientra in questa particolare lista è  Cala Fetente! A dispetto del nome, è un’accogliente spiaggia di sabbia nella zona Nord di Polignano a Mare, dove si  possono degustare ottimi drink e fresche bevande, ottimi piatti e pesce fritto. L’atmosfera è romantica di sera con musica e candele accese. Durante il fine settimana vengono organizzate serate con DJ; la gente balla sulla sabbia in riva al mare. Ingresso libero e udite, udite…c’è la possibilità di affittare addirittura ombrellone e sdraio!

Passiamo all’argomento poesie! Dal 1984 vive a Polignano a Mare Guido Lepori,  ‘Guido il Flâneur’ , che da anni dipinge in città muri, porte e scale con aforismi e versi poetici. Tra le sue dichiarazioni “Qui il mio gemello Mare ha ingigantito la mia libertà”…se siete qui non vi resta che scoprire cosa questa idea abbia prodotto!”

Breve cenno sulla gogna, esclusivamente dedicato a chi è convinto che anche in un paradiso come questo debba esistere un angolino di inferno: oltrepassato l’Arco Marchesale e giunti nella piazzetta F.Miani Perotti appare monumentale e con una sobria eleganza, il fronte principale del palazzo Marchesale, la dimora cittadina dei feudatari.   Qui si amministrava anche la giustizia e a ricordarlo è ancora un gancio in metallo che pende dal palazzo, in largo Porta, che sosteneva la gogna alla quale si legavano i condannati.

Vi siete un po’ intristiti? Tranquilli…la cucina tipica del posto sarebbe in grado di sollevare lo spirito della persona più triste! A parte l’obbligatorio assaggio delle notissime orecchiette alle cime di rapa, mi sento di consigliare una cena alla Grotta Palazzese, ristorante ricavato nella roccia a picco sul mare Adriatico, in uno sbalorditivo scenario di grotte che hanno mandato in visibilio i visitatori sin dai tempi lontani.

E infine…se il giorno successivo doveste avere una sensazione di disagio per esservi goduto la vita faceta senza accrescere la vostra cultura, potete sempre fare una visita al Museo Pino Pascali, situato in un ex mattatoio ottocentesco sul lungomare, dedicato all’artista contemporaneo nato a Polignano a Mare e reso noto dal suo uso di  materiali inconsueti come bitume, latte, cuoio, metallo,  fino alla sperimentazione delle mescolanze del petrolio  e polveri varie, dipingendo su lastre di lamiera.


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