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Anche a Montegranaro
nasce un Comitato per il No:
ecco i nomi dei componenti

MONTEGRANARO - Il capogruppo Forza Italia in consiglio regionale, Jessica Marcozzi: "Abbiamo già avviato, anche tramite i social network, la campagna contro la riforma. Siamo in contatto con moltissimi cittadini e, al contempo, stiamo promuovendo la costituzione dei Comitati per il No con la supervisione dei coordinatori provinciali del nostro Partito"
sabato 30 luglio 2016 - Ore 12:31
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bandiera forza italia

Il Comitato per il No di Montegranaro è formato dai seguenti componenti:
Demis Ranalli, Fabrizio Zallocco, Paolo Petrelli, Jonata Pagliaricci, Anna Porfiri, Niccolò Venanzi e Rodolfo Petracci.

“Forza Italia ha già avviato, anche tramite i social network – si legge in una nota diffusa dal Capogruppo FI in consiglio regionale, Jessica Marcozzi – la campagna contro la riforma. Siamo in contatto con moltissimi cittadini e, al contempo, stiamo promuovendo la costituzione dei Comitati per il No con la supervisione dei coordinatori provinciali del nostro Partito. Chi è interessato a costituire un Comitato per il No può contattare i coordinatori provinciali FI o visitare il sito www.forzaitalia.it. Siamo in strada per difendere la democrazia e la libertà. E rilanciamo i 10 punti del No del Centrodestra alla riforma costituzionale:
1) No perché non si cambia la Costituzione con un colpo di mano di una finta maggioranza (su cui pesa la dichiarazione di illegittimità della legge elettorale da parte della Corte Costituzionale)
2) No perché quella italiana era la Costituzione di tutti (e invece nel processo di riforma il metodo utilizzato ha provocato solo spaccature con soprusi nei confronti delle prerogative riconosciute all’opposizione)
3) No perché il referendum non potrà sanare né compensare un vizio di origine, ovvero la mancanza di legittimazione del Governo e dunque della riforma
4) No perché la Costituzione deve unire e non dividere. Questa riforma, invece, destituisce il meglio della tradizione democratica del nostro Paese
5) No perché il combinato disposto con la legge elettorale porta a un Premierato assoluto
6) No perché saltano pesi e contrappesi. E’ il modello dell’uomo solo al comando. Nascerebbe un Premierato assoluto che diventerebbe privo di idonei contrappesi. Ne deriverebbero effetti collaterali negativi anche per il sistema di checks and balances. Ne risentirebbe infatti l’elezione del Capo dello Stato, dei Componenti della Corte Costituzionale e del Csm.
7) No perché il Senato è solo un pasticcio. Le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue e il modo di elezione dei Senatori è confuso, prevedendo peraltro che siano rappresentati enti territoriali con funzioni molto diverse.
8) No perché non funziona il riparto di competenze Stato-Regioni-Autonomie locali aumentando l’attuale contenzioso
9) No perché si sostituisce il Centralismo al Pluralismo e alla Sussidiarietà, e si crea inefficienza. Aumenterà la spesa statale. E quella regionale e locale, specie per il personale, non diminuirà.
10) No perché non si valorizza il principio di Responsabilità. Lo Stato, infatti, attraverso la clausola di supremazia, potrebbe riaccentrare qualunque competenza regionale contraddicendo il principio sancito dall’art.5 della Costituzione per riconoscere e promuovere le autonomie locali.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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