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Ripascimento, Pavoni:
“Cossiri non ci incanta,
non potevano non sapere”

PORTO SAN GIORGIO - Il coordinatore FI: "Credo anche opportuno che, visti i dubbi sollevati da qualcuno sulla regolarità delle analisi della sabbia utilizzata per il ripascimento, sarebbe politicamente onesto rendere pubblici i risultati e pubblicarli sul sito del Comune"
lunedì 1 agosto 2016 - Ore 17:11
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Francesco Pavoni

Il coordinatore FI, Francesco Pavoni

“È proprio di queste ore la telefonata fattami da un concessionario di spiaggia del litorale sud che solidarizzava con me in ordine alla questione del ripascimento della spiaggia condividendo ogni mia affermazione già fatta. È veramente apprezzabile come il capogruppo Pd tenti in ogni maniera di far smarcare la sua amministrazione dalle responsabilità conseguenti al disagio creato dalle operazioni di ripascimento della costa nella zona sud del litorale sangiorgese (leggi l’articolo) anche se certamente non riesce ad incantare e ingannare i sangiorgesi tantomeno noi. Innanzitutto nel tardo autunno-inizio primavera nei locali della Confcommercio sangiorgesesi si è tenuta un’assemblea alla presenza delle autorità regionali rappresentate dall’assessore Cesetti e comunali con i sindaci Loira e Calcinaro, durante la quale i concessionari di spiaggia venivano messi al corrente delle operazioni di ripascimento. Pertanto, anche l’amministrazione comunale sangiorgese era a
conoscenza di tempi e metodi di tali operazioni e sarebbe stato suo dovere, vista la delicatezza e la complessità della questione, tenersi informata giornalmente sullo stato di avanzamento dell’iter
procedurale. Riguardo la competenza dello scrivente, che sicuramente è superiore in materia rispetto al capogruppo Cossiri, che peraltro stimo professionalmente, più esperto in materie economiche, commerciali e amministrative, non reputo occorra essere degli “scienziati” per comprendere che è assurdo pretendere che della sabbia depositata ad alcune centinaia di metri dalla battigia possa risalire il fondale poiché questo pende vero il largo, e giungere fino a terra. Inoltre, non compete a me dialogare con la regione Marche per sapere i tempi e metodi del ripascimento ma a chi ci amministra perché ne ha l’autorità ma probabilmente manca di competenza. Credo anche opportuno che, visti i dubbi sollevati da qualcuno sulla regolarità delle analisi della sabbia utilizzata per il ripascimento, sarebbe politicamente onesto rendere pubblici i risultati e pubblicarli sul sito del Comune. Infine è proprio di questi giorni l’allarme-divieto lanciato dalla Capitaneria di Porto che ha annunciato che il fondale di accesso dell’imboccatura del porto, si è ulteriormente abbassato vietando così il transito a imbarcazioni con pescaggio superiore ai due metri. Sarà una coincidenza? Non credo, certo è che se si deposita della sabbia, anche, a poca distanza dal porto, per il ripascimento, questa si espande e finisce per confluire fino all’imboccatura”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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