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Delega appalti per le piccole e medie imprese:
la rivoluzione parte da Massa Fermana

martedì 2 agosto 2016 - Ore 12:36
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Paolo Marzialetti

Paolo Marzialetti

Ancora una volta l’impegno degli imprenditori del fermano porta a importanti risultati. Al centro della vicenda c’è infatti: la modifica dell’Art. 51 dello Schema di Decreto Legislativo sulla Delega Appalti. Un passaggio arrivato a seguito della lettera inviata alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, su sua esplicita richiesta, il 16 Febbraio scorso a firma di Paolo Marzialetti (Presidente Nazionale Settore Cappello e Vicepresidente Federazione Italiana TessiliVari), Serafino Tirabasso (Presidente Consorzio Cappeldoc Marche), Angelo Cecchi (Presidente Comitato del Cappello), Attilio Sorbatti e Daniele Travaglini (Presidente e Coordinatore Cappello e Salute).

Un incontro, quella con la presidente Boldrini, nato in occasione della sua visita a Massa Fermana e nel distretto del cappello lo scorso 30 gennaio  per l’anniversario della scomparsa e dell’elezione a prima sindaca d’Italia della maestra Ada Natali. “Un territorio – spiega Paolo Marzialetti  –  dove le numerose imprese del distretto del cappello pur producendo quotidianamente eccellenza del Made in Italy, riconosciuta a livello internazionale, ma che a causa dei più recenti indirizzi assunti dalla pubblica amministrazione nelle procedure volte all’acquisizione di forniture, ricorrendo sempre più spesso a strutture centralizzate e a bandi di gara assai articolati e studiati per unificare in una sola gara l’acquisto di numerose tipologie di prodotti, si trovano sempre più spesso escluse da ogni possibilità di partecipazione.” Questo il grido di allarme recapitato alla Boldrini.

“E’ vero infatti – spiega Marzialetti nella lettera inviata alla Boldrini insieme agli altri imprenditori –  che i numerosi dipendenti della macchina pubblica, a cui si aggiungono quasi altrettanti parastatali, rappresentano oltre 5 milioni di persone di cui una parte consistente utilizza divise e indumenti da lavoro, generando una importante domanda per la fornitura completa di abbigliamento, uniformi, cappelli. Il materiale, anche se prodotto da aziende specializzate, deve ovviamente essere coordinato nelle dimensioni, tessuti, colori etc. Le nostre aziende del cappello, coordinandosi con i produttori degli altri elementi quali giacche e abbigliamento, sarebbero certamente in grado di fornire prodotti della migliore qualità e al giusto prezzo, così come già avviene sui mercati internazionali.  Le modalità con cui sono scritti i capitolati delle forniture ed i bandi di gara ci impediscono però sovente di partecipare, in quanto si privilegia l’assegnazione di una unica grande commessa ad imprese che poi spesso ne subappaltano la realizzazione, e alla fine la produzione di grandi numeri finisce per essere dirottata in Estremo Oriente o nell’Europa dell’Est escludendo completamente tutta la nostra filiera. Pur essendo dunque i migliori produttori al mondo, le nostre forniture pubbliche finiscono per essere assegnate all’estero senza apportare così alcun vantaggio al nostro sistema produttivo e al nostro territorio.”Cappello Montappone

“Abbiamo chiesto dunque alla Presidente Boldrini – proseguono gli imprenditori –  che abbiamo incontrato nuovamente il 3 aprile Roma assieme al sindaco di Massa Fermana Gilberto Caraceni ed una rappresentanza della cittadinanza composta da una cinquantina di persone, che ringraziamo per aver organizzato la visita guidata direttamente dalla stessa presidente a Montecitorio, restituendo così la sua recente visita a Massa Fermana e nel Distretto del Cappello, un suo interessamento con i Ministri e le strutture competenti, per fare in modo che le nostre imprese possano tornare a produrre a favore del proprio Paese, garantendo così anche ricadute positive per l’occupazione sul nostro territorio. Ciò può avvenire ripristinando bandi di gara separati per diverse tipologie di prodotti, o permettendo alle aziende di presentarsi per la fornitura di una specifica tipologia di prodotto tra le tante richieste. Potrebbe infine essere saggio incentivare adeguatamente la nascita di consorzi tra produttori Made in Italy, che possano farsi carico delle forniture per il pubblico alle migliori condizioni, gestendo poi l’assegnazione delle singole produzioni tra le imprese associate presenti sul territorio.”

La Presidente Boldrini ribadì nel suo discorso:”la disponibilità ad accogliere le istanze dei rappresentanti del Distretto del Cappello – e ha ribadito come  – già i suoi collaboratori si siano adoperati in tal senso, oltre ad aver interessato i parlamentari del nostro Territorio a cominciare dall’On. Paolo Petrini, nonché Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, poiché lo Schema di Decteto Legislativo recante disposizioni per l’attuazione della Delega Appalti è stato esaminato dalla Commissione Ambiente della Camera nella prima metà dell’Aprile scorso con parere favorevole è stato convertito il 18 Aprile con il passaggio in aula parlamentare”.

 

La disposizione che, nel testo definitivo, ha consentito dunque di accogliere le istanze delle imprese del Distretto del Cappello è soprattutto l’art. 51 dello schema, che concerne la suddivisione in lotti degli appalti al fine di favorire l’accesso alle PMI prevedendo in particolare che la dimensione degli appalti ed il conseguente valore delle gare e dei lotti in cui queste risultino eventualmente suddivise siano adeguati al fine di garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle MPMI micro, piccole e medie imprese nonché introducendo misure premiali per gli appaltatori e i concessionari che coinvolgano i predetti soggetti nelle procedure di gara e nell’esecuzione dei contratti.

“Dobbiamo dunque a questo punto contattare i Ministeri e tutti gli Enti di riferimento – spiegano gli imprenditori del cappello –  quali Regioni, Province (per quelle che saranno ancora le loro competenze) e Comuni soprattutto di grandi dimensioni, al fine di permettere alle imprese della nostro Distretto di poter accedere a tali opportunità di concrete di lavoro”. Il Decreto Legislativo nel frattempo è entrato in vigore.

“Spetta adesso alle varie stazioni appaltanti (non solo i ministeri ma anche regioni, comuni, enti territoriali e altri organismi pubblici) – spiega Marzialetti –  applicare le nuove regole inclusa la suddivisione in lotti. Non esiste dunque un referente unico a livello politico o amministrativo a cui può rivolgersi il Distretto del Cappello, in quanto i bandi sono predisposti da una miriade di soggetti. Si possono in teoria individuare i funzionari responsabili in ciascun ministero per contatti preventivi da parte delle Imprese del Distretto o di loro associazioni rappresentative. Magari l’acquisizione di sole informazioni potrebbe essere svolta da Parlamentari territoriali e altri rappresentanti a livello regionale. In sostanza è fondamentale monitorare i bandi e i capitolati segnalando casi di non corretta applicazione delle norme sulla suddivisione in lott”i.

 


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