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Filippo Davoli: il poeta a cui piace stupirsi, pronto ad incantare fermani e non

mercoledì 3 agosto 2016 - Ore 16:05
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manifesto_davoliL’appuntamento è per domani sera, giovedì, alle 21 alla Buc Machinery, nell’ambito della rassegna Biblioteca con vista, organizzata dal Comune per arricchire il già notevole carnet dei giovedì estivi fermani. Filippo Davoli è nato a Fermo il 22 agosto 1965, vive e lavora a Macerata. Tradotto in Francia da Daniel Bellucci, è stato Premio Montale per l’inedito . vanta collaborazioni con artisti come Claudio Sanfilippo e Neri Marcorè. Collaboratore stabile di CF, è direttore della rivista telematica “Quid Culturae”. Intervistiamo dunque il poeta “fermaceratese”.
Buongiorno Filippo, ci racconti in breve l’incontro di domani?
F.D. – Presenterò mio nuovo libro, “La luce, a volte” (Liberilibri, 2016). La serata sarà speciale, anche per me: ad organizzarla il giovane poeta e scrittore fermano Jonata Sabbioni, che mi presenterà insieme al critico del Manifesto Massimo Raffaeli, che ha redatto anche l’introduzione al libro.
Argomento dello scritto sul quale il tuo brillante cervello farà evoluzioni?
F.D. –  Il brillante cervello deve sempre fare un passo indietro, quando chi chiama a dire è la poesia. Sì, è un libro di poesia, per la precisione l’undicesimo.
Che tipo di pubblico ti aspetti, e perchè hai deciso di farla a Fermo?
F.D. – Non mi aspetto niente. Tutto quello che arriva è sempre più di quello che potrei sperare. Vedi, a me piace da morire stupirmi ogni giorno per ogni cosa, senza preordinare nulla. Quando mi hanno chiamato per far parte della rassegna ho risposto in maniera entusiasta: io, chiaramente, quando Fermo chiama dico sempre di sì.Filippo Davoli
Mai aspettarsi nulla è certamente un buon metodo, le sorprese possono solo essere positive.
F.D. – Dico per la vita, ovviamente. La scrittura necessita di una responsabilità che è nascondimento operoso, frequentazione della biblioteca, ridiscussione continua. Ma poi, al dunque, o tutto questo lavorio incrocia un momento di grazia oppure la poesia non nasce. Nella quotidianità dell’esistenza, invece, c’è del buono a lasciarsi suggerire dalla vita le orme da seguire.
Indubbio anche stavolta il tuo amore per Fermo!
F.D. – Sono fermano, nato a Fermo e figlio di una fermana. Sono legatissimo a Fermo e ai fermani, molti dei quali sono stati colonne nella mia vita e molti altri sono ancora tra gli amici più cari che ho.
Appuntamento dunque a domani sera alla Buc Machinery, per una serata di poesia che promette di non deludere.


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