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Trasporto scolastico, Alessandrini furioso: “La politica non faccia passare messaggi sbagliati”

STEAT - La mozione del consigliere della Lega Nord Marzia Malaigia è scaturita da un calcolo del chilometraggio errato, secondo i consiglieri regionali, che comporta un esborso economico maggiore del dovuto da parte degli utenti di Montegranaro
giovedì 4 agosto 2016 - Ore 10:20
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Il presidente Steat Fabiano Alessandrini

Il presidente Steat Fabiano Alessandrini

di Nunzia Eleuteri

La mozione di Marzia Malaigia per la revisione delle tariffe del trasporto scolastico per il tragitto da Montegranaro a Fermo è stata approvata all’unanimità dal consiglio regionale delle Marche. L’atto è scaturito da un calcolo del chilometraggio errato, secondo i consiglieri regionali, che comporta un esborso economico maggiore del dovuto da parte degli utenti veregrensi.

Dissente su tutti i fronti il Presidente della Steat Fabiano Alessandrini che così replica: “Sono arrabbiato oltre che amareggiato perché si vuole far passare un messaggio negativo agli utenti quando invece i fatti parlano chiaro. Le tariffe sono stabilite dalla Regione mentre i regolamenti parlano di scaglioni convenzionali di km. Montegranaro ha già due linee in fascia 4 e l’aggiunta di una linea, concessa per un miglior servizio agli utenti, non avrebbe potuto essere  di fascia diversa perché differisce di poche centinaia di metri dalle altre. Non è certamente tra gli obiettivi dell’ente speculare sull’ordine di poche decine di abbonamenti – continua il presidente Alessandrini – finalità dell’ente è invece garantire quanto stabilito nella gara di appalto vinta nel 2007 con la quale la Provincia ha affidato il servizio extra-urbano.  Con questa mozione non si è fatto altro che ottenere un impegno di verifica da parte degli uffici competenti. Uffici che in realtà hanno il compito di vigilare a prescindere da una iniziativa dei consiglieri regionali. Mi sembra davvero che si sia superato il limite! La politica non dovrebbe far passare messaggi sbagliati perché, sia ben chiaro, l’azienda pubblica non si approfitta degli utenti né ancor meno pone in atto delle frodi”.


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