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Campagna pubblicitaria shock: la Malloni furiosa ritira le scarpe ad un’azienda di vendita online

venerdì 5 agosto 2016 - Ore 17:45
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malloni Stupro

 

di Paolo Paoletti

Tutto è iniziato con la pubblicazione di una foto, lo scorso 1 agosto, sulla pagina Facebook dell’attività commerciale eredicorazza.it. Un’immagine pubblicitaria che ha subito provocato una vera e propria rivolta da parte del mondo femminile, e non solo. L’interpretazione è ambigua: una ragazza riversa a terra sull’asfalto, con i jeans slacciati e leggermente abbassati che lasciano intravedere l’intimo. Ai piedi della donna un paio di scarpe del marchio Ixos, marchio dell’azienda Malloni di Porto Sant’Elpidio. Una realtà imprenditoriale quanto mai stimata e rinomata da sempre legata con lo sport elpidiense e con il territorio. Foto che scatena un polverone di commenti e che viene interpretata da qualcuno come una potenziale istigazione alla violenza sulle donne. L’azienda Eredi Corazza, rivenditore Ixos, smentisce e parla di fraintendimento. Da qui le polemiche  contro la scelta fatta dall’attività commerciale di Frascati e la durissima presa di posizione della Malloni  S.p.A.

“L’azienda Malloni S.p.A., titolare del marchio IXOS – si legge nella nota ufficiale dell’impresa elpidiense-  tiene a precisare che la foto pubblicata sulla pagina facebook del rivenditore Eredi Corazza, in cui è ritratta una donna stesa a terra che indossa un paio di scarpe del predetto marchio, è esclusivamente frutto di un’autonoma decisione promozionale del rivenditore medesimo, che mai è stata preannunciata, né tantomeno condivisa ed autorizzata dalla società. Il rivenditore in questione acquista le calzature IXOS e in totale autonomia gestisce il proprio e-commerce e i propri social network. Pur non essendo responsabile in alcun modo, dunque, della pubblicazione, l’Azienda esprime tuttavia la propria vicinanza con quanti si siano sentiti offesi ed indignati dalla sua visione o dal messaggio che la stessa può lasciar trapelare e con i medesimi pertanto si scusa; ritiene infatti offensivo l’accostamento del proprio marchio a messaggi provocatori e violenti, che non appartengono al proprio linguaggio, né alla propria proposta comunicativa e stilistica. Per tali ragioni, ha formalmente richiesto al rivenditore di eliminare la pubblicazione dal suo sito e dalla pagina facebook. Con questo comunicato ufficiale l’azienda dichiara di interrompere la collaborazione commerciale e di procedere per vie legali“.

Malloni S.p.a. che aggiugne:”L’ Azienda si dissocia con nettezza dal contenuto della pubblicazione, ritenendo che il veicolo promozionale debba essere sempre utilizzato con cautela, nel rispetto della sensibilità dell’osservatore, dunque entro determinati perimetri e senza mai scadere nella strumentalizzazione; pertanto confida nella consapevolezza che la propria clientela sappia riconoscere come questo tipo di messaggi non ha mai connotato la propria politica aziendale, né la propria proposta stilistica, che aspira sì a stupire, ma esclusivamente con la forza della novità, della fantasia e della creatività dei prodotti”.

Sull’altro fronte il rivenditore Eredi Corazza replica:”Prendiamo atto del fatto che la nostra immagine non sia stata apprezzata e affermiamo che sia stata mal interpretata – si legge nella nota ufficiale rilasciata sui Facebook dalla ditta Eredi Corazza –  Siamo un’attività che opera nel settore della moda dal 1930, il nostro nome, il nostro DNA, sono da sempre stati associati ad un prodotto dagli standard qualitativi elevati, una ricerca vota all’innovazione ed allo stile, uno store che ama la femminilità prendendosi cura dell’immagine delle proprie clienti, ormai fidelizzate.  Oggi l’Azienda è rappresentata e gestita dagli Eredi, la quarta generazione. Anime giovani e passionali che cercano di connettere sempre più l’Arte con il mondo della moda. La storia delle nostre immagini, finalizzate alla vendita del prodotto stesso, deriva da canoni estetici e ricerche stilistiche tali da portarci a nominare – creativi espressionisti come #SpencerTunik, #DavidLachapelle, #MarioTestino, #OlivieroToscani, #ArakiKinbaku, #RobertMapplethorpe, #FrankHorvat, #HelmutNewton, #MustafaSabbagh, #AoiKotsuhiroi – stilisti d’avanguardia come #BorisBidjanSaberi, #RickOwens, #AnnDemeulemeester, #GoschaRubinsky, #Demobaza, #MichelLamy, #IsseyMiyake, #YohjiYamamoto, #DiLiborio, #KarlLagerfeld – in una ricerca quotidiana e costante che non avrà mai un punto di fine effettivo. Allontanandoci, come ci è stato accusato, dall’unico bisogno di creare visibilità, la nostra ricerca ha basi culturali ben più solide, che rendono omaggio ai nomi sopra citati e si legano con stima ai grandi movimenti artistici e pubblicitari che hanno da sempre fatto la storia. Per questo motivo citiamo inoltre, senza essere troppi prolissi, ‘Hot’ la mostra collettiva svoltasi a Milano a cura di #LucaBeatrice, come uno dei tanti esempi che ha analizzato con professionalità “il concetto di oscenità, che nasce con il moderno, quando l’opera d’arte entra in relazione con i mass media”.

Nota dell’azienda che prosegue: “In particolare l’impronta fotografica dello scatto ha alla base la fusione di: un pantalone di Saberi con cui sfilò nella sua ultima menswear e l’immagine della compagna pubblicitaria di #Solestruck con cui presenta al mondo la prima collezione di scarpe maschili con tacco. L’immagine è ormai virale e ne prendiamo atto scusandoci con tutte le persone che ne hanno risentito negativamente, in particolar modo le scuse sono dirette a tutte le donne che si sono sentite toccate”.


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