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Fondi europei per lo sviluppo: Fermo e Macerata le grandi escluse dalla Regione

IL CASO - Il sindaco Paolo Calcinario chiederà l'accesso agli atti per capire i motivi che hanno portato all'esclusione del progetto di Fermo, che avrebbe contribuito ad un ulteriore rilancio del centro storico creando 30 nuovi posti di lavoro per giovani
venerdì 5 agosto 2016 - Ore 15:50
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calcinaro

 

di Paolo Paoletti

I progetti di Ancona, Ascoli Piceno e Pesaro-Fano sono le strategie urbane che avranno accesso ai fondi europei per lo sviluppo 2014-2020 destinati a promuovere, attraverso investimenti territoriali integrati (Iti), qualità di vita e sostenibilità nelle aree urbane. Due le grandi escluse: Fermo e Macerata. 

Le tre strategie urbane scelte sono finanziate dai programmi operativi Fesr e Fse Marche. Le risorse complessive, per i vincitori, ammontano a 19,3 milioni di euro, di cui 17,7 di risorse Fesr (sviluppo regionale) e 1,6 di Fse (sostegno al lavoro). Queste ultime agevoleranno le azioni di formazione e creazione di nuova occupazione legate agli investimenti effettuati con il Fesr. La ripartizione del contributo richiesto dalle tre città è il seguente: 6,2 milioni per Ancona – 6,7 milioni per Ascoli Piceno – 6.3 milioni per Pesaro e Fano. I progetti andranno realizzati entro 36 mesi. A fronte del contributo comunitario assegnato, le tre strategie svilupperanno investimenti complessivi pari a circa 30 milioni di euro, nei settori di intervento individuati dai Programmi Fesr e Fse: competitività delle imprese, efficienza energetica, mobilità sostenibile, cultura e attrattività turistica, formazione e nuova occupazione.

“C’è una commissione tecnica e non politica che doveva valutare – commenta il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro –  siamo convinti della bontà del progetto elaborato anche perchè è quello che vedeva la più ampia partecipazione di imprese private che potevano portare immediati benefici a livello occupazionale e parliamo di oltre 30 assunzioni in start up giovanili”. 

Il progetto fermano prevedeva una riqualificazione del centro storico di forte impatto turistico con un percorso innovativo, smart city e non solo.  Era stata studiata anche la partecipazione in un contenitore come quello della ex facoltà di Beni Culturali di start up d’impresa provenienti da tutta Italia e che avevano già dato manifestazione interesse.

“Essendo un bando sullo sviluppo – aggiunge Calcinaro –  i crismi per l’assegnazione immagino c’erano tutti. Andremo a verificare con l’accesso agli atti tutte le singole motivazioni per cui un progetto con queste positività è stato escluso. Tuttavia con altre linee di bando siamo stati già individuati dalla stessa Regione come distretto culturale finanziabile e pertanto stiamo in stretto collegamento cercando di quantificare il finanziamento che ad oggi è stimato superiore al milione di euro”.

 

 


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