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I rapporti tra Licini e Brancusi narrati dal professor Angelucci

CULTURA - I rapporti epistolari che stanno alla base di un rapporto artistico tra i due, finora mai indagato e che si presenta interessante, saranno punto di partenza della serata
venerdì 5 agosto 2016 - Ore 11:01
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casa museo osvaldo licini

 

di Alessandro Giacopetti

Prosegue la rassegna “Incontri d’arte” a Monte Vidon Corrado con un’affascinante conversazione d’arte di Giulio Angelucci, critico e storico dell’arte, già docente di Storia del’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, sul tema “Incontri parigini: Osvaldo Licini e Costantin Brâncuşi”, una riflessione originale sul rapporto tra i due artisti. L’incontro si terrà nella serata di venerdì 5 agosto sul terrazzo panoramico del borgo che ha dato i natali al pittore e artista alle ore 21. A poca distanza, nella piazza, c’è la csa nata le di Licini, oggi trasformata in Casa Museo nelle cui cantine si è conclusa di recente la mostra “Ritratti di Famiglia”.
“A riguardo il prof. Angelucci, che da anni studia con passione e cura pubblicazioni su Licini, ha recentemente scritto un saggio pubblicato sulla rivista Historia Artium, edita in Romania dall’Università Babes Bolyai di Cluj-Napoca.monte vidon corrado dondero
C’è motivo di ritenere che i primi contatti con Costantin Brâncuşi siano stati mediati da Amedeo Modigliani, che si sa intimo sodale del rumeno, e che ebbe con Licini una frequentazione stretta abbastanza da ispirare la dedica particolarmente affettuosa in calce al suo disegno: “Caro Licini, la nostalgia dell’Italia, mio primo amore, mi avvicina sempre più a te”. Così inizia il racconto di un rapporto artistico finora mai indagato, che si presenta davvero interessante.
L’incontro è curato dal Centro Studi Osvaldo Licini con il sostegno e il patrocinio del Comune di Monte Vidon Corrado.

Appena pochi giorni fa, nello stesso borgo si è svolta una serata dedicata a Mario Dondero, all’uomo colto, garbato, raffinato, empatico, amante del viaggio, della vita, sempre dalla parte dei più deboli, amico di intellettuali e strenuo sostenitore dei diritti civili. Ma anche al grande fotografo, al reporter che ha scritto con il suo lavoro una pagina importante della storia della fotografia. Se ne è parlato sotto il cielo liciniano con i suoi amici Giuseppe Buondonno, Luana Trapè e Angelo Ferracuti e attraverso una straordinaria selezione di immagini della compagna di Mario, Laura Strappa e di Pacifico D’Ercoli della Fototeca Provinciale.
Particolarmente emozionante è stato l’intervento di Maddalena, la figlia di Mario. Un’atmosfera resa suggestiva grazie alla musica del Trio Jazz del Conservatorio di Fermo con il Maestro Mauro De Federicis, Francesco Cicconi e Maurizio Celani.


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