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Raccichini: “Blaterare sugli immigrati,
assenza di ragione
e sciacallaggio politico”

PORTO SAN GIORGIO - Il capogruppo Pdci: "È ora che si utilizzi la ragione oppure si finirà per essere servitori di chi è interessato a alimentare una vergognosa guerra tra poveri. Questa posizione di noi Comunisti non porterà oggi consenso elettorale, ma ciò non ci spaventa"
domenica 7 agosto 2016 - Ore 10:49
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Giorgio Raccichini

Il capogruppo Pdci, Giorgio Raccichini

La riflessione del capogruppo Pdci arriva a seguito della notizia dell’arrivo di 20 rifugiati politici in città (leggi l’articolo) e, soprattutto, delle critiche e accuse che il coordinatore FdI, Emanuele Morese (leggi l’articolo) ha lanciato nei confronti di amministrazione e giunta: “Arrivano venti rifugiati a Porto San Giorgio e si alza il solito blaterare fatto d’odio o cinico opportunismo. Razzismo? Direi soprattutto assenza di ragione o ignobile sciacallaggio politico. Com’è possibile ragionare con chi la ragione non utilizza? Veramente è ormai diventato difficile intraprendere una discussione politica con chi dei migranti dà l’immagine di pazzi e malviventi che non vedono l’ora di aggredire i poveri italiani.  Di questi giorni è la notizia che gli statunitensi, sostenuti dalla docile Italia, hanno ripreso l’opera di colonizzazione della Libia, dopo il primo atto culminato nel disastroso rovesciamento di Gheddafi e nel linciaggio, salutato con grande felicità dalla democraticissima Clinton, del leader libico. Chiederei, a coloro che se la prendono con la presenza a Porto San Giorgio di venti rifugiati, se la distruzione della Libia non ha spinto masse di persone a lasciare il Paese nordafricano e domanderei loro se un minimo di opposizione hanno condotto e conducono contro le manovre militari occidentali. Li interrogherei sul ruolo che l’Italia ha avuto nel sostegno ai terroristi devastatori della Siria, altro Paese da cui provengono moltitudini di migranti. Chiederei di riflettere sulle responsabilità di noi italiani per l’affermazione di un modello globale di sviluppo che favorisce lo sfruttamento di pochi gruppi economici del mondo ricco sui popoli dell’Africa, riducendoli alla povertà e quindi alla migrazione coatta. E sottolineo coatta, perché la fame è simile alla guerra nel determinare gli spostamenti di persone alla ricerca della sopravvivenza. Domanderei qual è il loro pensiero sulle drammatiche devastazioni degli ecosistemi causate dalle logiche del massimo profitto e che saranno tra le cause principali delle migrazioni internazionali nei prossimi anni.
Domande che non andrebbero poste a chi ha calpestato, assieme alla ragione, i principi di solidarietà che dovrebbero animare i comuni cittadini. Potranno forse solamente generare una sequela di insulti rivolti al sottoscritto.
Perché generano più odio i poveri migranti che non i gruppi industriali che esternalizzano la produzione senza che lo Stato italiano si sogni minimamente di richiedere indietro tutti i finanziamenti da esso versati negli anni e i quali potrebbero essere utilizzati per finanziare, per esempio, cooperative di lavoratori?
Sono gli immigrati a rubare il lavoro o chi sta riducendo i diritti dei lavoratori per poter avere su questi un dominio assoluto?
Perché molte persone sono pronte a vomitare il loro odio contro i rifugiati e non si battono per l’uscita dell’Italia dalla Nato, organizzazione bellica che non solo contribuisce a causare i flussi migratori con le sue guerre, ma impone anche un pesante aggravio alle spese militari italiane che riducono risorse ai settori della vita pubblica vitali per i cittadini? È ora che si utilizzi la ragione oppure si finirà per essere servitori di chi è interessato ad alimentare una vergognosa guerra tra poveri.
Questa posizione di noi Comunisti non porterà oggi consenso elettorale, ma ciò non ci spaventa: lottiamo per costruire un mondo in cui l’ignoranza, l’egoismo e la stupidità siano per sempre banditi come mali assoluti. Chi alimenta questi mali è invece un avvoltoio che si ciba delle putrescenti carcasse lasciate in terra dall’iperliberismo terrorista e predatore dei nostri tempi.  Pertanto ben venga sempre la collaborazione tra il Comune di Porto San Giorgio e lo Sprar”


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