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Legambiente replica alla Ciip: “Mai parlato di mancato funzionamento dei depuratori”

mercoledì 10 agosto 2016 - Ore 12:23
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La presidente regionale di LEgambiente Francesca Pulcini, il presidente del circolo fermano Andrea Bagalini e Lanfranco Giacchetti

La presidente regionale di LEgambiente Francesca Pulcini, il presidente del circolo fermano Andrea Bagalini e Lanfranco Giacchetti

 

“Leggiamo con un certo sconforto le pesanti accuse di Giacinto Alati circa i risultati dei prelievi effettuati da Goletta Verde sulle coste marchigiane. Ribadiamo ancora una volta che le nostre indagini non si vogliono sostituire a quelle delle autorità preposte ai controlli ufficiali e che non abbiamo mai dato un giudizio generale su tutto il mare marchigiano. I dati di Goletta Verde, come riportato in tutte le nostre comunicazioni, si riferiscono a punti specifici e si tratta soprattutto di prelievi eseguiti alle foci di corsi d’acqua e scarichi, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, dovuto a insufficiente depurazione e scarichi illegali, arriva in mare, e non solo dai comuni costieri ma anche da tutti i comuni dell’entroterra. L’obiettivo è duplice, chiedere una maggiore attenzione e controllo sugli scarichi, non limitandosi ai depuratori ma anche all’eventuale presenza di scarichi illegali presenti lungo i corsi d’acqua, e tutelare il mare dall’inquinamento derivante dalla mancata depurazione”.  Inizia così la replica di Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche e Giorgio Zampetti, responsabile scientifico Legambiente, alle dichiarazioni del presidente Ciip Pino Alati (leggi l’articolo).

“Le nostre finalità  – scrivono gli esponenti di Legambiente – evidentemente non sono state ben recepite dal Presidente Alati, dal momento che nessuno ha mai parlato né di balneazione né di mancato funzionamento di questo o quel depuratore. Questi aspetti non appartengono di certo alla nostra associazione ma alle autorità preposte. Certo è che non possiamo esimerci dal constatare che, i problemi riscontrati alle foci dei corsi d’acqua che Goletta Verde ha monitorato, sono noti. I dati ufficiali ci dicono, infatti che l’80% delle acque alle foci dei fiumi nelle Marche non ha raggiunto un livello qualitativo “buono” nei termini della direttiva 2000/60 e il problema della presenza degli scarichi in alcuni corsi d’acqua viene evidenziato anche dai controlli istituzionali. Come testimonia, ad esempio, la situazione della foce del torrente Albula, le cui acque risultano in qualità scarsa e la stessa Arpam cita come criticità del punto, la ‘possibile presenza di acque reflue urbane e meteoriche non depurate’. Il nostro lavoro vuole essere costruttivo e propositivo, come abbiamo dimostrato presentando, prima dell’arrivo di Goletta Verde, il primo dossier sullo stato dell’arte della depurazione nelle Marche. È stata l’occasione per discutere anche con la Regione di quali azioni occorre mettere in campo e con quali tempi e strumenti, a fronte del coinvolgimento del 50% degli agglomerati più grandi delle Marche che sono interessati dalla procedura di infrazione europea, proprio per non essersi adeguati agli standard europei circa il trattamento dei reflui. E questo è l’ennesimo merito della nostra associazione che, lungi dal limitarsi alla denuncia, combatte da anni al fianco delle istituzioni per stimolare dei miglioramenti ambientali, sociali, economici”.

Pulcini e Zampetti che aggiungono: “Auspichiamo che possano essere superate queste infondate accuse nei confronti del lavoro che Goletta Verde svolge da 30 anni, in maniera puntuale e scientifica. Infatti il miglior modo per tutelare il turismo balneare e la costa marchigiana non è alimentare polemiche, ma risolvere le criticità ancora presenti, confermate anno dopo anno anche dal nostro impegno. Abbiamo a cuore il futuro della nostra Regione e dell’Italia e riteniamo che la battaglia per l’efficientamento della depurazione dei reflui, per l’individuazione e la rimozione degli scarichi illegali e per la tutela dei fiumi e del mare nelle Marche, e in tutto il resto d’Italia, sia una battaglia di civiltà che deve incontrare una capace e determinata priorità politica delle istituzioni e maggiore consapevolezza nei cittadini. Sulla base di questi presupposti la nostra associazione è disponibile a un futuro incontro su questo tema”.

 


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