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Punture di meduse e insetti
Raccomandazioni e consigli

RIMEDI - Tra fastidio e preoccupazione, abbiamo chiesto alla farmacista Alessandra Pompei di Porto San Giorgio, alcuni suggerimenti e consigli da seguire.
mercoledì 10 agosto 2016 - Ore 16:17
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Schermata 2016-08-10 alle 16.18.42di Alessandra Pompei *

Come ogni anno, insieme alla bella stagione, sono arrivate le zanzare e anche le meduse.

Tra fastidio e preoccupazione, abbiamo chiesto alla farmacista Alessandra Pompei di Porto San Giorgio alcuni suggerimenti e consigli da seguire.

-Nonostante l’aspetto elegante e sinuoso, gli affascinanti animali marini con i tentacoli, possono rappresentare un pericolo per i bagnanti. Esistono da qualche anno in commercio dei solari che proteggono dall’“affettuoso abbraccio” delle meduse formando una pellicola sulla pelle e, grazie a particolari sostanze, bloccano il meccanismo di urticazione.

Se, sfortunatamente il contatto avviene, bisognerebbe inizialmente lavare la parte colpita con acqua di mare, in modo da diluire la tossina non ancora penetrata, da evitare l’acqua dolce perché potrebbe favorire la rottura delle nematocisti (strutture urticanti che le meduse usano per difendersi) rimaste sulla pelle. Si dovrà cercare poi di pulire la pelle dai filamenti residui. Per rimuoverli, si potrebbe usare una tessera di plastica rigida, come bancomat o carta di credito, oppure un coltello usato di piatto (non dalla parte della lama, naturalmente). Quindi il consiglio è di applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio, meglio se a una concentrazione del 5%. Serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine. Ovviamente se dovessero subentrare delle complicazioni, come reazione cutanea diffusa, difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, confusione, è obbligatorio rivolgersi al pronto soccorso o chiamare il 118, perché in alcune persone particolarmente sensibili, la puntura di una medusa, ma anche di un’ape o di una vespa, può innescare una reazione allergica estrema al veleno, lo shock anafilattico . In questi casi la tempestività di intervento è fondamentale.

La raccomandazione è quella di non utilizzare rimedi come ammoniaca, urina, aceto e alcool che oltre ad essere inutili possono essere anche dannosi, perché potrebbero ulteriormente infiammare la parte colpita, non grattarsi assolutamente, e, se la reazione è localizzata, non utilizzare creme al cortisone o antistaminico, perché entrano in azione solo dopo circa 30 minuti dall’applicazione. Questi principi attivi possono invece andare bene per via orale, nel caso di lesioni diffuse o di disturbi generali, anche lievi. Importante è anche evitare il sole sulla parte colpita. Nella fase di guarigione l’arrossamento lascia il posto a un’iperpigmentazione, che i raggi ultravioletti potrebbero rendere duratura. Per evitare antiestetiche macchie scure, usare una crema a filtro totale (50+). Le meduse non pungono o mordono, semplicemente irritano la pelle con il veleno contenuto nelle vescicole presenti sui tentacoli, per una reazione di difesa o di attacco.

Se la medusa, comunque, può essere uno spiacevole ma raro incontro, all’ordine del giorno in estate sono invece le punture di insetti.

La maggior parte di essi, fatta eccezione per gli imenotteri (api, vespe e calabroni), ci pungono perché si nutrono di sangue e rilasciano allergeni che provocano una microreazione allergica oppure sostanze che creano infiammazione. Gli imenotteri pungono per difesa e anch’essi rilasciano sostanze allergizzanti, tanto che alcune persone possono addirittura sviluppare una reazione allergica grave e arrivare allo shock anafilattico.

In genere dopo la puntura si forma un pomfo arrossato e infiammato. Comuni sono il prurito, soprattutto nel caso di zanzare e il dolore, associato in particolare alla puntura di imenotteri. Quando si viene morsi da una zecca, invece, spesso non si sente nulla e il tutto passa inosservato. Alcuni insetti, attraverso il morso o la puntura, possono trasmettere anche germi capaci di causare malattie importanti. È il caso, per esempio, della malattia di Lyme o della febbre bottonosa del Mediterraneo, trasmesse da alcune zecche o della malaria, dalla zanzara Anopheles, specie nelle aree tropicali di Africa, Asia e America centro-meridionale

 

I consigli da seguire dopo la puntura sono: impacchi con acqua fredda o ghiaccio per ridurre arrossamento, gonfiore e dolore. Utili anche il gel al cloruro d’alluminio, che evita il diffondersi del veleno, o creme all’ossido di zinco, mentre è meglio evitare intrugli strani e la troppo aggressiva ammoniaca. È sempre buona regola cercare di non grattare la lesione per non rischiare che si infetti. Nel caso in cui non ci si riesca a trattenere e si formino delle escoriazioni, meglio disinfettare la lesione ed eventualmente applicare una crema antibiotica. Se il pomfo è esteso e prude molto si può prendere in considerazione l’applicazione di una crema al cortisone.

Se invece si viene morsi da una zecca bisogna toglierla molto delicatamente, possibilmente con delle pinzette, e rivolgersi al proprio medico per decidere se sia il caso di fare esami più approfonditi visto che questi insetti provocano malattie con gravi conseguenze per la salute.

In rari casi la puntura di insetto può causare una reazione allergica grave e condurre allo shock anafilattico. Se poco dopo la puntura compaiono difficoltà respiratorie e sintomi come vomito e diarrea , bisogna rivolgersi al proprio medico o chiamare anche in questo caso il 118.

Farmacista di Porto San Giorgio

 


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