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Dal cellulare di Mithun mistero più fitto,
la mamma: “Per noi è omicidio”

venerdì 12 agosto 2016 - Ore 22:39
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La villa dove è stato trovato il 27enne

La villa dove è stato trovato il 26enne

Mithun Rossetti

Mithun Rossetti

 

di Gianluca Ginella

Una ricerca su Google alle 6,52 del mattino: quella di una farmacia di Castelraimondo. E poi il cellulare, utilizzato fino intorno alle 8 del mattino di domenica scorsa. Sono nuovi elementi che emergono nella drammatica vicenda di Mithun Rossetti, il giovane indiano di 26 anni trovato senza vita all’interno di un annesso di Villa Castellano, storica magione di Porto Sant’Elpidio (leggi l’articolo). Un informatico amico di Mithun è riuscito a ricostruire tramite computer l’attività su internet del cellulare del 26enne. Un’attività che a questo punto amplierebbe il giallo di una storia i cui contorni sono a dir poco nebulosi. «Per noi si è trattato di un omicidio» dice la madre di Mithun, Loredana Poddine. Fatti che inoltre sarebbero avvenuti non di notte, ma di giorno, come emerso dall’inchiesta di Cronache Maceratesi e Cronache Fermane svolta sui luoghi dove si è consumato il dramma del 26enne (leggi l’articolo). Mithun, che viveva a Treia con la famiglia che lo aveva adottato a 4 anni e che studiava Informatica a Camerino dove si sarebbe laureato ad ottobre, la sera di sabato era stato ad una festa al Tropical di Porto Sant’Elpidio.

L'interno dell'annesso di villa Castellano dove il giovane è stato trovato senza vita

L’interno dell’annesso di villa Castellano dove il giovane è stato trovato senza vita

Poi nelle prime ore del mattino (probabilmente dopo le 5,30) aveva preso l’auto e aveva avuto un incidente sulla statale Adriatica all’altezza della rotatoria che si trova vicino al camping Holiday. Da quel momento iniziano ore colme di episodi misteriosi e difficili da spiegare con logica. Come il fatto che il giovane sia arrivato nudo ad una casa, alle 6,30 del mattino, dove poi aveva preso dei vestiti, come il fatto che avesse lasciato le scarpe vicino ad una palma che si trova nel cortile dell’abitazione, come il fatto che avesse indossato una tuta da lavoro trovata in un garage di Villa Castellano. E poi l’idea di entrare in un annesso della villa, scendere delle scale e farsi un giaciglio dopo aver preso delle arelle, per poi dormire, e, in base ad una testimonianza, dopo le 10,30 togliersi la vita (stando all’ipotesi degli inquirenti). Ma per i familiari, come detto, l’ipotesi del suicidio non torna, anche perché Mithun non aveva motivo per togliersi la vita. Inoltre chi lo aveva visto quella sera aveva detto che era tranquillo. Lo stesso Giorgio Ercoli, l’uomo che vive nella casa dove Mithun era andato a cercare dei vestiti, aveva detto che gli era parso normale, e non alterato come potrebbe essere qualcuno che ha assunto alcol o altre sostanze. Ad alimentare il giallo c’è anche il telefonino di Mithun, che non è stato ritrovato. Un suo amico è riuscito ad accedere a parte dei movimenti fatti su internet. Ed emerge che alle 6,52 del mattino (quindi quando Mithun era già stato a casa di Ercoli) ha usato il cellulare per cercare la strada per una farmacia a Castelraimondo: vale a dire a 71 chilometri circa da dove si trovava. Non solo, il cellulare di Mithun, sarebbe stato utilizzato fino a intorno le 8 del mattino. Dubbi vengono avanzati anche sul fatto che sia stato lui a usare il telefono.

L'avvocato Gian Luigi Boschi

L’avvocato Gian Luigi Boschi

«Sono perplessità che solleva la famiglia – dice l’avvocato Gian Luigi Boschi, che assiste i familiari di Mithun –, penso la procura stia agendo con scrupolo per ricostruire quanto accaduto. Ci sono incongruenze che vanno chiarite. Per prima cosa il telefono, che pare sia stato utilizzato ben oltre i vari cambi di abito. Perché non è stato trovato? Ma se invece lui si è disfatto del cellulare, chi lo ha usato? Non era solo? E poi perché la ricerca della farmacia a Castelraimondo? La cercava lui? Anche questo punto è strano, era di Treia e conosceva benissimo Castelraimondo, non aveva bisogno di fare una ricerca su Google».

Sull’ipotesi che possa avere assunto alcol o droghe: «I pochi testimoni che lo hanno visto non hanno parlato di una persona ubriaca o drogata, è vero comunque che questo lo accerterà l’esame tossicologico – dice l’avvocato Boschi –. E altro punto: se fosse morto dopo aver dormito, gli effetti di alcol e droga sarebbero passati. E poi se fosse stato sotto choc per la serata si sarebbe ucciso subito, perché andare a dormire? Peraltro chi lo ha visto quella sera ha detto che non era strano, né sembrava depresso. Era tranquillo». Infine, dice ancora il legale, «i fatti sono avvenuti tutti di giorno, e sugli orari non c’è chiarezza. E poi è necessario fare le verifiche sulle riprese delle telecamere di videosorveglianza che ci sono all’ingresso della villa». Di sicuro un po’ di chiarezza arriverà dagli esami tossicologici. In base a quanto emerso dall’autopsia, comunque, segni di violenza non sono stati trovati. Ieri in centinaia sono stati al funerale: “Era uno dei gioielli che mi ha dato Madre Teresa” ha detto la mamma in un messaggio letto da una amica (leggi l’articolo).

Il funerale di Mithun Rossetti

Il funerale di Mithun Rossetti


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