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Chiappucci al Belle Epoque,
il gp di Capodarco visto
con gli occhi del “Diablo”

mercoledì 17 agosto 2016 - Ore 19:31
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Chiappucci

Per una volta non è in sella a una bici a macinare chilometri o a sfidare le pendenze più inquietanti. Per una volta è al bancone a sorseggiare del rhum al Belle Epoque di Porto San Giorgio, consigliato dalla sua fidanzata Clémentine Guillot, ambasciatrice del Damoiseau, e dal titolare Marco Bordò. Jeans, t-shirt blu, sguardo rilassato. Ma per uno come lui è difficile sfuggire ai fan, soprattutto se qualche ora prima il Fermano è stato capitale del ciclismo con il gran premio di Capodarco. Stiamo parlando di Claudio Chiappucci, “El Diablo” del ciclismo che ieri sera ha deciso di trascorrere qualche ora di relax nel locale di piazza Mentana. “Da anni Gazzoli mi invita al gran premio, è un amico, e torno nel Fermano sempre con enorme piacere – racconta il campione – il gran premio è davvero una grande corsa. Chi vince, al 90 per cento può sperare di entrare nei professionisti. Ma non è solo un importante appuntamento per gli atleti. E’ una festa a tutto tondo, dove si vive il calore della gente. Insomma unisce la passione e le emozioni della competizione al relax e al folklore di un territorio che si ritrova a bordo strada. Sembra di conoscersi tutti, di essere tutti amici. Davvero bello. Di situazioni così ce ne sono sempre meno. Torno sempre con piacere da queste parti, dicevo, anche perché negli anni ho stretto dei legami di amicizia come quello con Antonio Angellotti che mi fa da Cicerone”. Aperta parentesi su Vincenzo Santoni: “Non ho mai corso per lui ma con me si è sempre comportato egregiamente”. Si torna a Capodarco: “Queste gare sono importanti per i ragazzi che hanno come obiettivo il professionismo. Danno la possibilità, a chi veramente vale, di poter emergere. Qui si inizia a assaporare il sacrificio. E io mi rivedo molto in questi giovani. Bisogna credere nelle proprie capacità e non perdere mai la grinta che supporta l’ambizione”. Una visita, quella di Chiappucci, che arriva a poche ore dalla medaglia d’oro nell’Omnium ciclismo su pista di Elia Viviani: “E’ un oro che serviva, fa da traino per il futuro del ciclismo anche se le piste coperte scarseggiano – rimarca El Diablo – pensate che abbiamo un solo velodromo in Italia. Eppure le medaglie arrivano”.


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