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Riordino Camere di Commercio,
Fermo verso la scomparsa:
approvato il decreto preliminare

ADDIO - Il consiglio dei Ministri approva il decreto legislativo preliminare. Il territorio fermano, tra sei mesi, perderà così uno dei suoi presidi più importanti per quella che è la promozione e lo sviluppo economico del territorio
venerdì 26 agosto 2016 - Ore 13:03
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Camera di Commercio di Fermo

 

di Paolo Paoletti

La Camera di Commercio di Fermo, molto probabilmente, tra sei mesi non ci sarà più.  Il Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia e dello sviluppo economico Carlo Calenda ha approvato nella seduta di ieri, in esame preliminare, il decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n.124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Il futuro della Camera di Commercio di Fermo appare dunque ormai segnato, salvo clamorosi ed improbabili colpi di scena. L’approvazione dell’esame preliminare rappresenta infatti il via libera a quello che è lo schema di decreto.

Consiglio dei Ministri 25 agosto

La conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri di ieri

Nello specifico, il provvedimento prevede un piano di razionalizzazione, in un’ottica di efficientamento, di efficacia e di riforma della governance delle Camere di commercio. Più nel dettaglio, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il numero complessivo delle Camere si ridurrà dalle attuali 105 a non più di 60 nel rispetto dei seguenti vincoli direttivi: almeno una Camera di commercio per Regione; accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75mila imprese iscritte.

Al fine di alleggerire i costi di funzionamento delle Camere, il decreto prevede 4 ulteriori azioni che riguardano: la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50%; la riduzione del 30% del numero dei consiglieri; la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori; una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili, la limitazione del numero delle Unioni regionali ed una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio.

“Il provvedimento – si legge nella nota del Consiglio del Ministri –  introduce quindi maggiore chiarezza sui compiti delle Camere con l’obiettivo di focalizzarne l’attività su attività istituzionali evitando, al contempo, duplicazioni di responsabilità con altri enti pubblici. Viene infine rafforzata la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valuterà le performance delle Camere di commercio. Nell’ambito di questo piano complessivo di razionalizzazione organizzativa ricade anche la rideterminazione delle dotazioni organiche di personale dipendente delle Camere di commercio con possibilità di realizzare processi di mobilità tra le medesime Camere e definizione dei criteri di ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche”.

A questo punto sono tante le domande che si pongono? Con quale criterio verranno effettuale le razionalizzazioni nelle Marche? Che fine farà una realtà modello come la Camera di Commercio di Fermo? Chi garantirà i suoi servizi? Il territorio fermano, tra sei mesi, perderà così uno dei suoi presidi più importanti per quella che è la promozione e lo sviluppo economico del territorio.


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