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Lo spirito di servizio oltre il dolore:
i carabinieri del Fermano
sui luoghi della tragedia

lunedì 29 agosto 2016 - Ore 23:30
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Roland Peluso

Il capitano Roland Peluso

Una situazione traumatizzante a livello umano. Anche noi siamo figli, padri, mariti, siamo tra persone che sono rimaste senza più nulla e nessuno, in un paese raso al suolo. Ma da carabinieri siamo preparati anche a questo, ad assistere le persone in tutto e per tutto, e a rimanere costantemente fra la gente anche per un sostegno morale”. E’ la testimonianza diretta del capitano Roland Peluso, comandante della Compagnia dei carabinieri di Fermo, impegnato con i suoi militari nelle zone terremotate, con una staffetta tra Arquata e Pescara del Tronto. “Ai primi quattro carabinieri arrivati sui posti della tragedia tra la prima e la seconda scossa di quel tragico 24 agosto tutto il nostro rispetto, sono due militari di stazione e due del radiomobile provenienti da Ascoli piceno. Loro, dopo i crolli provocati dalla seconda scossa, si sono trovati praticamente barricati nel paese. Alle prime luci dell’alba sono arrivati i rinforzi. I carabinieri hanno estratto persone vive dalle macerie. Devo dire che la macchina operativa con protezione civile, vigili del fuoco e 118 ha funzionato alla perfezione con tanto di sala operativa allestita nel campo sportivo del Borgo di Arquata del Tronto. Lì abbiamo a disposizione un container dove è allestita la nostra nuova caserma. Sì perché quella del paese a è crollata. I carabinieri, dopo aver soccorso i terremotati, sono andati a recuperare le armi e i documenti.

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Alle 18 del 24 agosto siamo arrivati noi da Fermo con 15 militari, poco dopo quelli di Montegiorgio (con in testa il capitano Giglio) con un’altra decina di carabinieri. Abbiamo subito attivato la collaborazione con i vigili del fuoco, la protezione civile e il 118 per estrarre i corpi dalle macerie e per il servizio anti-sciacallaggio. Sì perché a poche ore dalla tragedia già sul posto stavano arrivando persone provenienti dai campi rom di Roma, di Reggio Emilia e dell’Abruzzo. No, non abbiamo ancora arrestato nessuno ma abbiamo provveduto a allontanare dalla zona rossa delle persone che, poi, da controlli, risultavano avere dei precedenti penali. Siamo chiamati, infatti, anche alla tutela dei beni. Sì gioielli, oggetti preziosi ma in simili circostanze hanno un enorme valore anche solo delle foto o dei giocattoli magari di bimbi che hanno perso i genitori. Siamo anche operativi nella collaborazione con i medici legali per le dichiarazioni di decesso e nella bonifica dei frigoriferi (che, contenendo alimenti in putrefazione, potrebbero generare batteri e creare problemi sanitari)”. Peluso, a Arquata, nel suo turno, in quanto ufficiale più alto in grado, assume il comando del “dispositivo”. In pratica guida e coordina, oltre ai carabinieri, anche uomini della guardia di finanza, del corpo forestale dello Stato e dell’esercito nel suo turno da 6/8 ore. Circa 20 uomini in totale (dopo la prima missione, il capitano sta tornando sul posto con due carabinieri di Fermo. Domani altro turno che inizia alle 7 del mattino).

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“A Fermo riusciamo comunque a garantire il normale svolgimento di tutte le nostre attività. Noi siamo comunque una territoriale che dipende dal comando provinciale di Ascoli. Abbiamo in supporto anche i battaglioni dal Friuli e dalla Puglia. Ce ne torniamo tutti i giorni a casa, dopo le nostre ore di servizio, per lasciare i posti letto ai colleghi provenienti da regioni lontane. Sì di scene toccanti ne abbiamo vissute e la gente ci vede come un punto di riferimento. E sapere che quelle persone che ci vengono a ringraziare, hanno perso tutto, non fa altro che inorgoglirci e darci ancora più forza per non mollare e stare tra loro”. Ma a toccare i cuori che si celano sotto quelle divise nere, oggi sporcate dalla polvere e dai detriti, sono soprattutto bambini e anziani: “I primi ci pongono mille domande, ci chiedono di tutto, ci vedono forse come dei supereroi dei fumetti. I secondi ci dicono continuamente grazie. Figuratevi che un’anziana a cui abbiamo recuperato una dentiera ci ha ringraziato con le lacrime agli occhi”.

g.f.

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I primi quattro carabinieri intervenuti sui luoghi della tragedia

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