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“Parchi solidali” per affrontare l’emergenza

mercoledì 31 agosto 2016 - Ore 14:49
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sibillini

Si è tenuto lunedì ad Assergi un incontro programmatico del sistema dei Parchi, impegnato fin dal primo momento nelle aree colpite dal terremoto, per affrontare il breve e lungo periodo della fase post sisma ed assumere un ruolo attivo nella prospettiva della ricostruzione, in virtù delle proprie competenze e conoscenze del territorio e delle sue specificità ambientali, culturali e antropologiche.
La solidarietà delle aree protette, fattivamente e generosamente espressa in questi giorni nei luoghi del disastro dai dipendenti del Parco nazionale dei Monti Sibillini e da quelli del Parco nazionale del Gran Sasso Laga, è stata al centro dell’incontro, nell’ambito del quale è stata condivisa una bozza di modello organizzativo, che prevede interventi su diversi fronti di azione, ma che, soprattutto, esprime l’auspicio dei Parchi di poter assumere un ruolo riconosciuto all’interno della struttura operativa della Protezione Civile, affinché uomini, mezzi, strutture e competenze del Parco possano essere correttamente messe a frutto nella fase dell’emergenza e in quella della ricostruzione. Obiettivo prioritario è dunque sperimentare un modello organizzativo, che vada nella direzione dell’identità e della cura del territorio, prevedendo una serie di interventi immediati su tematiche urgenti e di ordine pratico, ma anche interventi straordinari e campagne di “adozione” da parte dei parchi nazionali, oltre a censimenti, recupero di strutture territoriali, di pratiche tradizionali e di patrimoni collettivi.
In questa fase di emergenza il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si è stato fin da subito impegnato su diversi fronti: innanzitutto in aiuto delle popolazioni locali, con la Protezione civile e con i Comuni per la verifica dell’agibilità delle strutture anche private e per l’organizzazione di spazi di accoglienza della cittadinanza evacuata dalle proprie abitazioni; inoltre, in stretto rapporto con le Associazioni di categoria, con il Servizio veterinario dell’ASUR e con l’Istituto zooprofilattico si sta operando per risolvere le problematiche degli allevamenti zootecnici, degli animali domestici e di affezione vaganti. Il Parco si sta altresì impegnando per effettuare, in tempi molto brevi, una ricognizione dell’intera rete sentieristica e delle infrastrutture del sistema di fruizione, con particolare riguardo al sistema Grande Anello dei Sibillini. Ma è già tempo di pensare anche a ricucire gli strappi subiti dal tessuto economico ed in particolare al settore turistico. In questo contesto, la strategia ed il piano di azioni, che il Parco dovrà elaborare entro dicembre 2017 con la partecipazione degli attori locali, necessari per il rinnovo dell’adesione alla Carta Europea del Turismo sostenibile, rappresentano uno strumento di straordinaria importanza per dare di nuovo impulso al turismo e all’economia del territorio, che fino a questo fatidico 24 agosto mostrava una significativa crescita sia in termini quantitativi che qualitativi.
La riunione di Assergi si è conclusa con una proposta di programma denominata “Parchi solidali”, e di un innovativo Modello Organizzativo ad esso collegato.


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