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La mafia?! Le nostre case costruite dall’amore!

SATIRA - Case che hanno resistito per decine e anche centinaia di anni. Case di certo che non sono state costruite dalla mafia come ha cercato di giustificare il giornale francese, arrampicandosi forse sugli specchi secondo il mio modesto parere…
sabato 3 settembre 2016 - Ore 11:27
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Schermata 2016-09-03 alle 11.13.45Un argomento difficile ma che ci tocca troppo da vicino e che non possiamo quindi ignorare. Mi riferisco alla vignetta di Charlie Hebdo sui nostri morti. Nostri! Di questo territorio. Disegnati a strati come lasagne.

Al di là della mia personale idea di satira che non comprende la derisione del dolore in genere, di qualsiasi natura o religione o etnia, trovo che la vignetta non sia stata solo terribilmente di cattivo gusto ma ingiusta.

 

La vignetta della discordia

La vignetta della discordia

E’ vero che, purtroppo (e lo scriverei a caratteri cubitali), questa Italia fatica ad essere rappresentata dall’onestà, che i profittatori non conoscono limiti, che i politici troppo spesso non sono all’altezza, che la concretezza nella risoluzione dei problemi è un miraggio, che le associazioni criminali imperano, che la giustizia ha tempi biblici, che crollano ospedali nuovi e edifici di recente costruzione e che tutto ciò ricade sulla povera gente. Tutto vero. E c’è bisogno impellente di porvi riparo. Ma. Un ma i nostri morti lo meritano e non solo quelli tra le macerie.

 

Lo meritano anche i nostri nonni, persone di queste terre disastrate dal terremoto, persone che hanno fatto sacrifici immani per costruire quelle case ora diventate polvere.

Case che hanno resistito per decine e anche centinaia di anni. Case di certo che non sono state costruite dalla mafia come ha cercato di giustificare il giornale francese, arrampicandosi forse sugli specchi secondo il mio modesto parere…

 

Altro che mafia!

Ad Arquata del Tronto, ad Amatrice, ad Amandola e in tutti questi centri che ancora stamattina hanno avuto il cuore in gola dopo l’ennesima scossa e che, letteralmente, ancora tremano, le case sono state costruite dal lavoro, dal sacrificio, dalla volontà di chi ci ha preceduto in questa vita di garantire un tetto e un riparo alle proprie famiglie. Le case, da noi, cari francesi, sono state costruite dall’Amore con la A maiuscola.

Allora, oltre ad invitarvi a frequentare un corso di buongusto, mi permetto un altro accorato consiglio: piangete, come abbiamo fatto noi, quei poveri morti di Nizza o Parigi che non avete saputo difendere dall’attacco degli uomini. E lasciateci piangere questi morti uccisi dall’attacco di una natura che l’uomo vorrebbe dominare ma non può…

 

Di Nunzia Eleuteri

 

 


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