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“Fiabe dall’Oriente”, a teatro arriva
il medico scrittore Abdulghani Makki

PORTO SAN GIORGIO - Dopo l’introduzione del sindaco Nicola Loira, la parola passerà agli illustratori Corrado Virgili e Paolo Pagliacci. Seguiranno la proiezione di un video e le letture di Lorenzo Marziali e Rebecca Liberati
giovedì 15 settembre 2016 - Ore 18:17
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Il teatro di Porto San Giorgio

Il teatro di Porto San Giorgio

Sabato 24 settembre, alle  10, il teatro comunale di Porto San Giorgio ospiterà “Fiabe dall’Oriente”, un viaggio per conoscersi tra cultura e integrazione con l’intervento del medico siriano e scrittore Abdulghani Makki.

“Dopo l’introduzione del sindaco Nicola Loira, la parola passerà agli illustratori Corrado Virgili e Paolo Pagliacci. Seguiranno la proiezione di un video e le letture di Lorenzo Marziali e Rebecca Liberati tratte da “La gazza ladra” e “Il frutto del paradiso”.
“Il frutto del paradiso è la recente fiaba di Abdulghani Makki, nato ad Aleppo ma da anni residente a Porto San Giorgio. Dopo “La gazza ladra”, suo primo esperimento di pubblicazione in doppia lingua (italiano e arabo) Makki – fanno sapere dal Comune – è tornato alle stampe per i tipi della casa editrice Zefiro immaginando una storia molto delicata ed attuale: il tema del rapporto nonno-nipote e la conoscenza delle tradizioni più antiche dei popoli, che dimostrano come vi siano radici comuni che dovrebbero unire piuttosto che dividere. E’ il caso appunto de “Il frutto del paradiso”, ossia il melograno che, come scrive l’autore “è citato nel Corano, nella Torah e nella religione cristiana. Il Corano e la Torah sono i testi sacri dell’islam e dell’ebraismo. Il melograno, per queste religioni, è il simbolo della produttività e della fertilità”.
Un messaggio di pace e di speranza per le nuove generazioni dunque, che proviene da un uomo che vive, purtroppo, la tragica esperienza della guerra che angustia e massacra la propria terra d’origine. La Siria di Makki, quella che ispira le sue storie è, per fortuna, quella della sua adolescenza: una terra ancora non preda dell’autoritarismo e della follia suicida degli integralismi, dove prevale invece una cultura rurale e mediterranea fatta di cose semplici ma genuine, come può essere il sapone di Aleppo raccontato ne “La gazza ladra”, che diviene il pretesto per un viaggio fantastico dove protagonista è appunto l’uccello famoso per le sue ruberie”. L’ingresso in teatro è libero.


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