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Moby Dick: prova aperta dello spettacolo che debutterà a gennaio

MONTE URANO – Giovedì alle 21.15 al Cineteatro Arlecchino in scena la produzione Pleiadi Art Productions, Campsirago Residenza
giovedì 15 settembre 2016 - Ore 08:11
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di Simona Fioravanti

spettacolo-monte-uranoAvvicinarsi ad un capolavoro della letteratura americana come quello scritto da Melville nel 1851, già rivisitato in più versioni, è certamente obiettivo ambizioso. Rappresentare in scena le tensioni esistenziali del romanzo, i suoi personaggi e le loro elucubrazioni con uno spettacolo di suoni, parole, gesti e attese attraverso una dinamica di opposti: è questo che sono riusciti a fare gli artisti di Campsirago Residenza e sono pronti a dimostrarlo durante la prova aperta di giovedì, alle 21.15 al Cineteatro Arlecchino di Monte Urano, in cui saliranno sul palco Mariasofia Alleva, Andrea Pietro Anselmi, Lucia Donadio, Carolina Leporatti, Giovanni Serratore e Joseph Scicluna. Ufficialmente un’anticipazione dello spettacolo che da gennaio 2017 è pronto a girare i teatri italiani.

I drammaturghi Peter Asmussen , Michele Panella e Riccardo Calabrò hanno collaborato ad una riscrittura originale del testo, incentrata sulle tensioni esistenziali dei personaggi, per comporre un Moby Dick contemporaneo nel quale l’alternanza tra profondità individuale ed azione collettiva definisce il ritmo e la forma dello spettacolo, che promette di consentire agli spettatori di seguire il capitano Achab nel labirinto del suo viaggio, immergendosi e facendosi condurre, in maniera tutt’altro che passiva, sui fondali più oscuri e bestiali dell’animo umano.

Nella performance protagonista assoluta è l’innata aspirazione dell’uomo al superamento dei propri limiti e al raggiungimento di una palpabile, reale e assoluta realizzazione, che spinge i protagonisti del romanzo a sfidare la vita stessa per gustare, anche solo per un istante, una piena soddisfazione. Ed è la ricerca stessa che spinge l’uomo a superarsi, ad erigersi sempre più in alto, sempre più vicino a Dio, ad un Dio di cui si fa fatica a definire i contorni. La messa in scena stessa è una dinamica di opposti: bianco-nero, luce-buio, allucinatorio-razionale, quaccherismo-spirito naturale, finanza-ecologia.

Quale sia poi l’essenza della balena bianca, visceralmente agognata dall’eterogenea flotta del veliero Pequod, lo scopriremo durante il viaggio-spettacolo.

 

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