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Pasto da casa in orario scolastico,
Agostini rincara la dose: “Ecco cosa fare”

venerdì 16 settembre 2016 - Ore 11:07
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L'ex sindaco Andrea Agostini

L’ex sindaco Andrea Agostini

Dopo l’affondo politico, arriva anche il dettaglio tecnico. L’ex sindaco Andrea Agostini, infatti, ha accusato l’amministrazione  sulla condotta tenuta nei confronti di alcuni genitori che avevano provveduto autonomamente all’alimentazione dei loro figli: “Alcuni genitori sono stati pesantemente accusati di avere aggirato la mensa scolastica uguale per tutti con un servizio dedicato ai loro figli, fatto vissuto da altri genitori come un ingiusto abuso, un privilegio intollerabile, che il Comune ha assicurato che da settembre non sarebbe più accaduto (leggi l’articolo)“. E oggi, sulla questione legata a un tema dibattuto su scala nazionale, utilizza la sua pagina Facebook per suggerire ai genitori interessati i passi da compiere. “Diritto al consumo di pasto domestico in orario scolastico. Cosa fare? E’ presto detto” il commento di Agostini. A seguire, sul profilo Facebook dell’ex sindaco, una bozza modulabile della raccomandata con ricevuta di ritorno da spedire al sindaco e dirigente scolastico. “Il servizio mensa non prevede prodotti biologici e  il menù è unico per l’intero anno scolastico. Alla nostra richiesta come gruppo consiliare 100% civico, con tanto di interrogazione, di vedere riconosciuto con il nuovo anno scolastico a ciascun genitore il diritto di determinare il pasto dei propri figli, se mensa pubblica o pasto da casa o altro, dal Comune hanno risposto no.
A sostegno della tesi portavamo la sentenza della Corte di appello di Torino, sezione I civile, 21/6/16 n.1049 che riconosce il diritto dei genitori di “scegliere per i propri figli tra la refezione scolastica ed il pasto domestico da consumarsi nell’ambito delle singole scuole, elementari e medie, e nell’orario destinato alla refezione, sussistendo in capo a ciascun istituto l’obbligo di predisporre ed organizzare la compresenza del servizio mensa comunale con gli alunni che si nutrono con il proprio pasto casalingo”.
Da ultimo tale diritto si è ulteriormente consolidato addirittura con provvedimento di urgenza ex art.700 cpc del Tribunale di Torino, sezione feriale, 13/8/16 ed è di ieri 13 settembre che il reclamo del Miur è stato respinto sancendo ulteriormente il diritto degli studenti di consumare nella mensa scolastica ciascuno il pasto che ritiene già dall’inizio del presente anno scolastico. Costo dei pasti e qualità del cibo i principi alla base delle battaglie condotte dai genitori. Su questi principi il nostro auspicio è che dal Comune si riconosca il diritto di ciascuno di decidere dell’alimentazione del proprio figlio con conseguente immediata riorganizzazione del servizio mensa“.


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