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Implantologia dentale:
la protesi come soluzione per più casi

SALUTE - I dottori Paolo e Lorenzo Passaretti spiegano tutte le situazioni in cui è necessaria (Promoredazionale)
martedì 20 settembre 2016 - Ore 12:00
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Lo staff dello studio Passaretti

Lo staff dello studio Passaretti

Per approfondire il tema della implantologia dentale abbiamo fatto qualche domanda ai dottori Paolo e Lorenzo Passaretti. Che cos’è un impianto dentale?

L’impianto dentale è composto da un perno, piccolo ma molto solido, in metallo biocompatibile che viene inserito nell’osso mascellare durante un intervento in anestesia locale e che serve a sostituire la radice del dente mancante, fungendo da supporto per il dente nuovo.

Di che materiale è fatto un impianto dentale?

Tutti gli impianti dentali sono realizzati in titanio chirurgico (certificato puro) ovvero un metallo altamente biocompatibile, assolutamente non tossico e ben tollerato dall’organismo. I suoi numerosi impieghi in medicina comprendono dispositivi medici e impianti chirurgici, dove è necessaria una elevata resistenza unita a un peso ridotto, come ad esempio le protesi d’anca, etc. Una delle principali applicazioni mediche di questo materiale sono gli impianti, a cui il titanio conferisce una elevata capacità di legame con l’osso vivente, rendendoli durevoli e stabili anche per decenni.

In cosa consiste la protesi su impianti?

Per sostituire i denti mancanti con una protesi fissa su impianti,  la procedura a cui si andrà incontro si svolge in 3 fasi. Nella prima, di esami e pianificazione, vengono definite le condizioni di salute e le aspettative del paziente, che sono i criteri principali per la definizione del piano di trattamento personalizzato. La seconda fase è l’intervento chirurgico di posizionamento dell’impianto nel mascellare, mentre la terza ed ultima fase è la “protesizzazione” dell’impianto, ovvero la creazione e l’inserimento della protesi nella bocca del paziente.

impianto1In cosa consiste l’inserimento di un impianto?

L’inserimento di un impianto è costituito da un piccolo intervento eseguito in anestesia locale, durante il quale viene inserito l’impianto nella posizione protesicamente più corretta. La fase operatoria è del tutto confortevole, e non si avverte nessun dolore o fastidio essendo eseguita sotto anestesia locale e sotto sedazione cosciente con mascherina. La fase post-operatoria, ovvero come ci si sentirà a casa nei giorni successivi all’intervento, è paragonabile se non addirittura inferiore al post-operatorio di una banale estrazione dentaria; la maggior parte delle volte non è necessario prendere più di una bustina di antidolorifici. In seguito all’intervento c’è anche una fase di attesa che può durare da 6 a 12 settimane, in funzione delle condizioni di ciascun paziente, durante la quale l’impianto si fissa gradualmente all’osso mascellare, processo che prende il nome di osteointegrazione. L’inserimento di un impianto dentale potrebbe sembrare una procedura aggressiva. Tuttavia, da un punto di vista biologico, va ritenuto molto conservativo, in quanto inserendo un impianto nell’osso mascellare, viene generato uno stimolo funzionale che aiuta a preservare il materiale osseo rimanente e a prevenire il riassorbimento. In aggiunta, contrariamente ai metodi tradizionali, questa soluzione consente di salvaguardare i denti adiacenti, che non devono servire da supporto e non devono essere limati.

impianto2In quali casi serve un impianto dentale?

Per sostituire un dente perso accidentalmente, più denti mancanti, denti diventati mobili o tutti i denti in  maniera fissa. Vediamo i diversi casi:

1) Perdita accidentale di un elemento dentale. Esistono situazioni in cui si può arrivare nel giro di breve tempo a perdere un elemento dentale precedentemente sano. Il caso più eclatante è rappresentato dalla frattura di un dente in seguito ad un qualche trauma. La frattura di un dente è un evento infausto che porta il più delle volte alla necessità diestrarre il dente stesso. In questi casi la soluzione implantare può rappresentare il metodo migliore per sostituire il dente perduto, in quanto è una soluzione fissa, immediata, funzionale e conservativa nei confronti dei denti adiacenti. L’impianto dentario viene effettuato contestualmente oppure a breve distanza dall’estrazione e rappresenta una soluzione terapeutica affidabile ed efficace. Con i metodi tradizionali, è necessario limare i due denti adiacenti, sani, per ridurne le dimensioni e potervi fissare il ponte. Il risultato è una perdita di superficie nel dente naturale. L’impianto dentale sostituisce la radice del dente mancante, lasciando i denti adiacenti sani intatti. Inoltre l’impianto funge da supporto per la corona implantare, trasmettendo le forze di masticazione alla mascella e contrastando il riassorbimento osseo che può verificarsi nel caso di un ponte tradizionale.

2) Sostituzione di più denti mancanti. Se due o più denti sono mancanti, i denti restanti possono assumere posizioni errate come l’inclinazione verso lo spazio vuoto dei denti vicini e la discesa (o salita) ovvero l’estrusione verso lo spazio vuoto dei denti dell’arcata opposta. Inoltre può verificarsi una perdita ossea a livello mascellare dovuta alla mancata stimolazione funzionale dell’osso che si perde insieme alla masticazione. Dal punto di vista sia funzionale che fisiologico, è necessario colmare queste lacune il prima possibile. Il vantaggio di un ponte su impianto è che i denti circostanti sani rimangono intatti. Ciò contribuisce a migliorarne la prognosi a lungo termine e conservare l’osso mascellare. Inoltre l’impianto funge da supporto per la corona implantare, trasmettendo le forze di masticazione alla mascella e contrastando il riassorbimento osseo. La protesi poggiante su impianto rimane saldamente in posizione, ha un aspetto naturale e può durare moltissimi anni se ne vengono eseguite le cure necessarie. Oltre a permettere di riconquistare la funzionalità dei denti, un restauro dall’aspetto naturale e perfettamente integrato ha un forte impatto sul viso. Poiché gli impianti riproducono l’azione dei denti naturali, la forza masticatoria viene trasferita all’osso mascellare. Questo stimolo contribuisce a mantenere sano  l’osso e, di conseguenza, la forma del viso.

3) Sostituzione di denti diventati mobili o di denti persi da molto tempo. Nei casi in cui la malattia parodontale abbia portato alla mobilità dei denti e alla perdita d’osso, oppure in casi in cui è passato molto tempo dalla perdita del dente ed i fisiologici processi di riassorbimento osseo hanno portato alla diminuzione dell’osso stesso, è possibile intervenire aggiungendo osso dove si è perso, cosicché si possa permettere il posizionamento di un impianto a guarigione avvenuta. Il trattamento del paziente parodontale richiede un’elevata compliance da parte del paziente, ovvero la capacità del paziente di capire la propria condizione e la volontà di affidarsi al medico, facendosi seguire sia durante la terapia rigenerativa-implantare, che soprattutto durante tutto il mantenimento, fase ancora più importante della terapia stessa. Il mantenimento degli impianti consiste nel loro controllo clinico e radiografico a cadenze precise, oltre che nell’esecuzione di manovre di igiene professionali da parte del dentista, esattamente come necessario per i denti naturali.

4) Sostituzione di tutti i denti con protesi fissa su impianti. Qualora si fossero persi tutti i denti, l’implantologia rappresenta una valida alternativa alla dentiera. Grazie all’inserimento di più impianti nelle ossa mascellari è possibile avere il risultato finale di una protesi fissa del tutto simile per estetica e funzione ai denti naturali. La protesi poggiante su impianti rimane saldamente in posizione, ha un aspetto naturale e può durare moltissimi anni se ne vengono eseguite le cure necessarie. Il trattamento implantare permette di riconquistare l’aspetto estetico, il comfort e la qualità di vita che si desidera. Questo produce un impatto positivo sull’autostima e sul benessere psichico in generale, grazie a denti simili per aspetto, sensazione e funzionalità ai denti naturali.

5) Stabilizzazione di una protesi mobile attraverso gli impianti. È possibile, attraverso l’inserimento pochi impianti, stabilizzare una protesi removibile già in possesso del paziente o da eseguire ex novo. Questa soluzione costituisce una via di mezzo in cui la protesi rimane pur sempre rimovibile da parte del paziente, essendo tuttavia più saldamente legata al palato o alla mandibola attraverso l’utilizzo di alcuni attacchi implantari. In questa maniera sarà estremamente difficile che possano verificarsi fastidiosi basculamenti o movimento durante la masticazione o la fonazione, con un maggiore confort ritrovato per il paziente e la possibilità di rimuovere la protesi per le manovre di igiene quotidiana.

 www.passaretti.it, tel. 3288191239

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